Tra musica e parole rivive Margherita
A San Cesario uno spettacolo dedicato all’astrofisica scomparsa nel 2013
SAN CESARIO. Tra musica e parole, la grande astrofisica italiana Margherita Hack scomparsa nel 2013, rivive il secolo appena trascorso nel docufilm “L'anima della Terra vista dalle stelle”, che sarà proiettato questa sera, alle 21, a San Cesario sul Panaro, nell'ambito di “Armoniosamente. Lungo le antiche sponde”. Il film documenta la realizzazione dell'omonimo spettacolo ideato da Francesco Magnelli, pianista e compositore, già fondatore dei CSI. L’ingresso alla serata è gratuito e in caso di maltempo si svolgerà all’interno della Sala Grande di Villa Boschetti. Il docufilm, girato da Andrea Salvadori, e ambientato presso la spettacolare Rocca nel Comune di Pomerance, è la testimonianza di un lavoro che ha portato sul palcoscenico la cantante Ginevra Di Marco e Margherita Hack in un confronto tra tradizione e modernità. Al termine della proiezione Ginevra di Marco, Francesco Magnelli e Andrea Salvadori, si esibiranno in un concerto “a sorpresa”.
Francesco, com'è avvenuto questo incontro con Margherita Hack?
«Nel 2007 volevo creare uno spettacolo in cui ci fosse una persona che avesse vissuto il '900 da protagonista e che potesse confrontarsi con i testi di canzoni che avevano un carattere sociale. Allora mi venne in mente Margherita Hack, che peraltro era fiorentina come Ginevra, e non per niente, appena l'abbiamo conosciuta, per il suo modo di essere comunicativa, ha subito sposato questa idea ed è partito uno spettacolo che è durato quattro anni».
Lo spettacolo è nato da un'esperienza precedente?
«Le musiche erano inizialmente legate a un mio spettacolo che si chiama “Stazioni Lunari”, cantate da Ginevra. L'accoglienza del pubblico fu subito molto maggiore di quella che noi stessi avevamo pensato. Abbiamo, quindi rivisitato canzoni come “Malarazza” e “Amara terra mia” di Domenico Modugno, o “Gracias a la vita” di Violeta Parra. Canzoni popolari e della tradizione del che affrontano svariati temi sociali, quali l'immigrazione, la globalizzazione, la corruzione. L'idea allora è stata di confrontare questi testi con una persona, come Margherita, che potesse fare da controcanto in quanto testimone del '900 e punto di riferimento; lei racconta la sua storia, il suo rapporto con i genitori improntato su grande libertà, il periodo del fascismo, dell'emigrazione».
Come si presentava lo spettacolo?
«Venivano cantate due canzoni su un tema specifico, e Margherita commentava. In questo siparietto Ginevra rappresentava la tradizione e Margherita parlava invece dell'oggi e del momento storico in cui ci trovavamo. Gli anni erano quelli intorno al 2009».
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