Ucciso a coltellate Sarà l’autopsia a stabilire la verità
Savignano. Scelti i periti e iniziato l’esame sul corpo di Ricchi Da verificare la versione di Franco Gabbi, ora ai domiciliari
SAVIGNANO. Sono stati conferiti ieri gli incarichi per l’esecuzione degli esami autoptici sul corpo di Roberto Ricchi, il 51enne di Marano ucciso a coltellate venerdì scorso dal cinquantenne savignanese Franco Gabbi, ora agli arresti domiciliari con l’accusa di omicidio volontario.
Le operazioni sono iniziate già nel pomeriggio di ieri e gli stessi consulenti effettueranno anche la perizia sulle presunte ecchimosi che potrebbero essere rilevate sul corpo dell’arrestato per acquisire ulteriori elementi utili al chiarimento della dinamica. Il pubblico ministero, dottor Marco Niccolini, ha nominato Erjon Radheshi e Alice Zanasi; gli avvocati Luza Brezigar e Chiara Bardelli, difensori dell’indagato, hanno nominato come periti di parte Lorenzo Segre e Sara Mantovani, mentre l’avvocato Silvia Silvestri, che assiste i familiari della vittima, ha conferito l’incarico alla dottoressa Elena Miani.
Al termine verrà prodotto dagli esperti una relazione che potrà contribuire a fare luce su tante delle zone ancora oscure di questo omicidio, come la provenienza e l’utilizzo che è stato fatto del coltello e la dinamica di quella che viene raccontata come un’aggressione inusitata da parte di Ricchi nei confronti di Gabbi. Quanto emergerà potrà dunque consentire di capire se la ricostruzione fornita da Gabbi sia compatibile con le risultanze scientifiche.
Sul corpo di Ricchi verranno effettuati anche gli esami tossicologici per verificare le condizioni psicofisiche della persona al momento della morte. La difesa punta sulla legittima difesa in tutte le sue sfaccettature, dall’eccesso colposo alla preterintenzionalità.
Sia gli avvocati dell’indagati che il legale dei familiari della vittima stanno svolgendo indagini difensive. Intanto l’avvocato Brezigar può contare su un risultato già acquisito, cioè la concessione al suo cliente degli arresti domiciliari. «Al di là delle situazioni successive che dovessero instaurarsi legate alle prove scientifiche e alla situazione istruttoria - ha detto Brezigar - al giudice va dato atto di avere ben interpretato l’esigenza cautelare nel contesto specifico, senza scegliere un anticipo di pena in carcere solo perchè si era di fronte ad un omcidio». L’aspetto dell’aggressione pare sia stato già da subito confermato, come già riportato nei giorni scorsi, da un testimone sentito dai carabinieri.
Al termine degli accertamenti autoptici, la salma di Ricchi sarà poi messa a disposizione dei familiari per le esequie.
Non risultano, al momento, perquisizioni domiciliari effettuate a carico dell’arrestato.
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