Avanti con i test al Cavone esclusi rapporti con le scosse
La Regione non sospenderà i test al Cavone. Anche perchè, durante gli esperimenti di reiniezione, «non è stato rilevato alcun evento sismico». Ad annunciarlo è stata ieri l'assessore regionale alla...
La Regione non sospenderà i test al Cavone. Anche perchè, durante gli esperimenti di reiniezione, «non è stato rilevato alcun evento sismico». Ad annunciarlo è stata ieri l'assessore regionale alla difesa del suolo, Paola Gazzolo, rispondendo in assemblea legislativa alla domanda di attualità del consigliere regionale ex Movimento 5 Stelle, Giovanni Favia.
La scossa del 20 giugno scorso viene ricondotta allo sciame sismico in atto nella bassa modenese dal terremoto del maggio 2012. «Sull'evento sismico registrato alle 0.43 del 20 giugno - ha spiegato Gazzolo in aula- si è svolta un'apposita riunione del Comitato Tecnico, dalla quale sono state tratte, sulla base delle informazioni disponibili, alcune considerazioni», tra cui il fatto che «dal maggio 2012 a oggi sono stati rilevati dalla rete nazionale oltre 2.000 eventi in un'area di raggio 20 chilometri intorno a Mirandola. Da gennaio 2014 gli eventi registrati con magnitudo maggiore di due sono stati sei, incluso quello del 20 giugno». A questo si aggiunge, ha riferito ancora l'assessore che si basa su una risposta dei tecnici già diffusa dalla giunta la scorsa settimana, che «nel corso della sperimentazione sul campo non è stato rilevato alcun evento sismico nel corso delle prove di reiniezione. Tutte le attività svolte nell'ambito della sperimentazione rientrano tra quelle già autorizzate, sotto il controllo delle autorità preposte, e sono esperite in condizione di assoluta sicurezza. La sperimentazione avviata al Cavone dopo il rapporto Ichese è stata avviata per acquisire un quadro più completo della dinamica dei fluidi nel serbatoio e nelle rocce circostanti, nonchè aggiornare il modello geologico di sottosuolo. La mancanza di dati sull'eventuale legame fra sisma e trivelle, come segnalato anche dalla commissione Ichese, richiede l'acquisizione di dati storici dalle compagnie e anche un monitoraggio capillare delle aree di produzione e reiniezione. Tali attività sono in corso di definizione da parte del ministero e verranno presto messe in campo e progressivamente estese a tutti i giacimenti italiani rilevanti».
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