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Bossolo in Regione recapitato allo staff di Enrico Aimi

Bossolo in Regione recapitato allo staff di Enrico Aimi

Il vicepresidente: «Nessuna minaccia, mai successo sinora» Sul posto la Scientifica, indaga la Digos: busta non timbrata

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Una busta gialla con un bossolo calibro 38 è stata recapitata stamattina verso le 10 al gruppo Fi-Pdl nella sede della Regionea Bologna, era scritta a mano ed indirizzata alla “cortese attenzione” di Marco Matteucci. Matteucci è un collaboratore del consigliere Enrico Aimi vicepresidente dell'assemblea legislativa ed esponente di Forza Italia È stato lo stesso interessato ad aprirla, trovando il bossolo. Un dettaglio non di poco conto: pur avendo diversi francobolli, la busta, di tipo piccolo, non ha timbro postale.

Sul posto subito al lavoro la Scientifica e gli agenti della Digos. Il plico oltre al bossolo non conteneva nient'altro. Quanto al particolare della mancanza del timbro sulla busta, questo non significa per gli inquirenti che sia stata senza dubbio consegnata a mano.

«Non nascondo la nostra sincera preoccupazione. Siamo abituati a urla e strepiti quando ci sono manifestazioni e momenti di tensione politica, ma questo episodio rappresenta un passo avanti».

«Tenderei ad escludere un collegamento con le inchieste in corso sulle spese dei consiglieri regionali - precisa Aimi, che però ribadisce la sua preoccupazione - Una busta con un proiettile in Regione non si è mai vista. Ci possono essere delle contestazioni, dei cortei accesi, delle battaglie politiche, ma non si era mai ar4rivati a questo punto, a fati simili», assicura Enrico Aimi, supportato dalla 'memoria storica' di Matteucci, nello staff dei gruppi politici Msi, An, Pdl e ora Forza Italia dal 1983 a oggi. Aimi sottolinea anche che non c'erano stati segnali, prima di oggi, che potessero far prevedere un episodio del genere. «Ora si tratta di ricostruire la dinamica- segnala il vicepresidente dell'assemblea legislativa- bisognerà verificare le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso. Qui si apre anche un problema di sicurezza della regione e dei controlli all'entrata».

Matteucci ha ripercorso la sua mattinata. «Come ogni giorno mi è stata consegnata la posta indirizzata ad Aimi e al gruppo- racconta- la prima busta del plico era questa ormai famosa busta gialla. Era indirizzata a me e per curiosità l'ho aperta. Dentro non c'erano carte o documenti, ma solo il bossolo di una calibro 38». Subito Matteucci ha allertato la vigilanza interna di viale Aldo Moro, che ha provveduto a chiamare le forze dell'ordine, e poi ha avvisato Aimi, il capogruppo FI Gian Guido Bazzoni e il consigliere regionale azzurro Luca Bartolini, membro dell'ufficio di presidenza dell'assemblea legislativa in qualità di questore.

«Lavoro in Regione e non credo ci siano persone che ce l'hanno con me» sostiene ancora incredulo Matteucci, che esclude anche questioni personali private. «Proprio non riesco a spiegarmi i motivi di quanto accaduto - ragiona - personalmente non do molta importanza alla cosa. Ma la questione forse va vista in un'ottica più generale e questo può essere un problema. C'è un innalzamento di azioni che possono significare un malessere di qualcuno rispetto a qualche cosa e arrivano ad avvertimenti di classico stampo malavitoso» segnala Matteucci. «Siamo davanti a un episodio grave, la cui portata non va certo sottovalutata, che coinvolge una persona che lavora da anni in Assemblea legislativa, collaboratore del vicepresidente Aimi: a loro e al Gruppo Fi-Pdl va la solidarietà e la vicinanza di tutto l'ufficio di presidenza e dell'intera assemblea": così la presidente dell'assemblea legislativa, la modenese Palma Costi.

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