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Donne, parità di genere la prima legge è in Emilia

Donne, parità di genere la prima legge è in Emilia

Norme che contrastano ogni forma di violenza fortemente volute dal Pd Modena Voti contrari da Forza Italia. Liotti e Caporioni: «La nostra città ha fatto da traino»

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Entusiasmo alle stelle tra le donne del Pd modenesi dopo che ieri sera è stata approvata la legge della Regione Emilia Romagna contro le violenze e le discriminazioni femminili.

La presidente dell'Assemblea, Palma Costi, ha ringraziato, subito dopo, l'intera Assemblea «per il livello e la qualità di tutto il dibattito, sia di minoranza che di maggioranza - ha detto - segnando una pagina importante a favore delle donne. Alla fine il voto alla legge per la parità è stato a larghissima maggioranza. Contraria solo Forza Italia: «Siamo davanti a una retorica che scade in forzature fondamentaliste» ha commentato il capogruppo Bazzoni.

Si tratta della prima legge sulla parità di genere approvata da una Regione.

L'obiettivo più importante del provvedimento è “promuovere l'idea di una società che si attrezza per prevenire e contrastare a tutto campo la violenza contro le donne”, come ha sottolineato la presidente della Commissione Parità, Robert Mori, relatrice in aula, ricordando tra l'altro “i correttivi paritari” previsti dalla legge quadro e attesi con le modifiche alla legge elettorale regionale.

Ha dichiarato il suo appoggio il modenese Mauro Manfredini (Lega Nord), rivendicando «la sfida di trasformare questi principi in azioni concrete così da essere da esempio per altre Regioni».

C’erano anche molte modenesi ieri in Regione a Bologna per sostenere il voto favorevole. «È un traguardo a lungo perseguito - conferma con soddisfazione la coordinatrice delle Democratiche modenesi Caterina Liotti che, nei mesi passati, si è spesa per varare la proposta di legge e raccogliere le firme necessarie - Infatti l'Assemblea regionale discute una legge a cui abbiamo dato un forte contributo, grazie anche alle 12mila firme raccolte. Sarà realizzato pure un Osservatorio sulla violenza».

Nella legge si parte dal sistema di rappresentanza, la cittadinanza di genere e il rispetto delle differenze, la salute e il benessere femminile, la prevenzione alla violenza di genere, il lavoro e l'occupazione femminile, l'imprenditoria femminile, la conciliazione e la condivisione delle responsabilità sociali e di cura, la rappresentazione femminile nella comunicazione.

«Anche Modena – ricorda Ingrid Caporioni, fresca di nomina nella giunta Muzzarelli – ha contribuito al percorso che ha portato all’approvazione della legge approvando all’unanimità un ordine del giorno che chiedeva all’assemblea regionale l’adozione di centri antiviolenza».

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