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«Meno tasse per chi lavora e i pensionati»

«Meno tasse per chi lavora e i pensionati»

Cgil, Cisl e Uil: «Meno imposte e aiuti immediati a chi è fuori dal lavoro usando i miliardi già incassati»

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«Basta sacrifici sempre su una parte sola. È ora che vengano ripartiti, che l’evasione fiscale venga repressa duramente, che i miliardi in più raccolti dal governo Renzi con le nuove imposte vengano usati per aggiustare le leggi Monti-Fornero sulle pensioni».

Sono questi, in buona sintesi, gli obbiettivi dei sindacati confederali che sui luoghi di lavoro discuteranno le proposte per la vertenza-lavoro con il governo. «Proposte dettagliate per risposte non più rinviabili, sarà un autunno caldo» hanno ripetuto ieri a una voce i tre segretari modenesi di Cgil, Cisl e Uil. Messe da parte le divisioni su strategie sindacali e politiche, le tre organizzazioni scendono in campo per reclamare meno tasse sulle spalle di lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie. E al tempo stesso reclamano un paracadute sociale per i giovani che a furia di contratti spezzettati e part time dopo anni hanno il salvadanaio pensionistico praticamente vuoto: «È una bomba sociale innescata e di cui nessuno parla - esordisce Luigi Tollari (Uil) - e che va a sommarsi a urgenze molto forti che stanno per devastare una società già prostrata dai sacrifici. Certo che con il popolo delle pensioni che si ritrova un terzo in meno di potere d’acquisto e quasi 300 mila persone tra esodato ed ex dipendenti che non hanno più nè lavoro nè pensione c’è solo l’imbarazzo delle misure urgenti». «E il 30 giugno scade il finanziamento per la cassa integrazione in deroga - aggiunge William Ballotta (Cisl) - Cosa facciamo, li lasciamo tutti alla fame perché il governo non ha ancora firmato il decreto di finanziamento? Solo a Modena ci sono 4-5 mila lavoratori in queste condizioni, che aspettano il rifinanziamento della legge per arrivare a fine mese».

«In sette anni di crisi abbiamo toccato il 13,6% di disoccupati e perso un quarto delle imprese - aggiunge Tania Scacchetti (Cgil) - Il governo ha una politica industriale capace di invertire questa tendenza allo smantellamento del sistema industriale? Vuole fare politiche serie per aiutare chi ha visto crollare il potere d’acquisto: i meno abbienti sono alla base del sistema economico. Ad esempio chiediamo uscite flessibili, senza penalizzazioni, per chi vuole andare in pensione a 62 anni, contributi figurativi per chi è assente dal lavoro per ragioni di cura e assistenza, la possibilità di anticipare la pensione su lavori usuranti, intervento statale per garantire le pensioni ai giovani».

E i soldi per tutto questo? «L’evasione fiscale» dicono tutti e tre. In Germania è di 80 miliardi, in Francia di 65 e in Italia di 180. E poi i soldi dell’Imu sulle prime case, che hanno fruttato 54 miliardi. «Per gli 80 euro ai redditi più bassi ne sono stati impiegati 10 - conclude Tollari - Con gli altri 44 che facciamo?»

Saverio Cioce

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