“Possessione-isteria” anche per la suocera
Il retroscena: la parente a fatica immobilizzata all’ospedale dove era giunta la donna di Cognento
I film di successo spesso hanno dei sequel, più o meno fortunati. In medicina esistono i contagi, più o meno diffusi, oppure succede che un comportamento possa essere ripetuto da più persone in circostanze simili, vedi i casi di isteria collettiva. Ora veniamo al caso della donna di Cognento, che ha picchiato il parroco don Sergio Malagoli dopo essersi come trasformata, con occhi spiritati di cui si vedeva solo il bianco, volto terribile, voce da uomo e forza incredibile, tanto che c’è voluto un nutrito gruppo di persone tra parenti, agenti e personale del 118 per metterla in ambulanza e portarla al pronto soccorso. Don Franco non esclude la possessione, l’esorcista della diocesi era informato della vicenda anche perché la stessa donna, il giorno prima, si era recata da lui per il caso o di una amica o di una parente. Pare che chiedesse aiuto per la sorella, ora ricoverata a Villa Igea. Da quanto si è appreso la sorella si era recata a Medjugorie dove però non si era sentita bene sino a fare ritorno a Modena per il successivo ricovero. Ma torniamo a Cognento: la donna dopo la bufera viene, come detto, portata al pronto soccorso di Baggiovara. Sul posto agenti intervenuti per il Tso, personale medico e anche familiari e parenti. La donna si era calmata , probabilmente era stata sedata, quando è scoppiato un altro parapiglia. La suocera della sorella della donna che aveva appena finto di fare “il diavolo a quattro”, ha iniziato improvvisamente, anche lei, a trasformarsi. Incredibile ma vero, come se ci fosse stato un passaggio di consegne, una “trasmissione”, un contagio, la suocera della sorella ha iniziato ad avere gli occhi spiritati, ad avere une espressione definita dai presenti “terribile” in volto, e con voce roca da uomo ha iniziato a urlare, a dimenarsi, a cercare di picchiare tutti quelli che aveva accanto. Gli agenti si sono buttati su di lei per fermarla, i parenti urlavano “esci da questo corpo, esci da questo corpo”, la donna, la nuova “posseduta” diceva «Non mi manderete negli inferi, io sono Satana» e altri frasi sconnesse nella confusione e nello spavento generale. Anche un prete, probabilmente il cappellano dell’ospedale, è arrivato sul posto. La donna lo ha insultato. Alla fine la donna è stata bloccata, sedata e ricoverata. In ambito medico ospedaliero fanno sapere che casi simili sono assai frequenti: quando si è di fronte a manifestazioni improvvise ed eclatanti, spesso chi assiste, chi in un qualche modo le “subisce” tende come a farsele proprie, “somatizza”, emula, si contagia. Da un caso di squilibrio, la donna a Cognento, all’emulazione, al contagio della suocera. Speriamo, per la pace di quella famiglia, che la catena si spezzi.
Stefano Totaro
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