Gazzetta di Modena

Modena

Rapporto di Banca d’Italia: allarme per l’occupazione

Rapporto di Banca d’Italia: allarme per l’occupazione

L’indagine prevede che nel 2014 i dati regionali si aggraveranno anche rispetto al Nord Est e a tutta Italia. L’export è trainante ma la crescita ha segnato il passo

3 MINUTI DI LETTURA





Un anno negativo per occupazione, imprese e famiglie. È la constatazione che emerge dal Rapporto sul 2013 redatto dalla Banca d’Italia e presentato ieri alla Camera di Commercio. La ripresa appare lontana: meglio parlare di “stasi” o “stagnazione”. Se anche nell’export, l’unico traino rimasto, suonano campanelli d’allarme, la situazione continua a essere preoccupante.

Riguardo le imprese, lo scorso anno è diminuita la domanda: un meno 2,5% in generale, avvertito soprattutto nei campi di moda (-4,2%), metalli (-4,8%) e lavorazione del legno (-6,5%). Il decremento è meno accentuato per meccanica (-1,3%) e mezzi di trasporto (-2,2%), mentre nel settore edile si registra un calo del 5,1% rispetto all’anno precedente. Eloquente il meno 18,4% negli investimenti verso le nuove case. Il commercio ha segnato l’ennesimo segno meno, attestandosi a una riduzione del 6,9%. Se il terziario si riduce di appena lo 0,5%, il calo è più netto per il turismo: nel 2013 i visitatori si sono ridotti del 3,5%. Le proiezioni fanno tuttavia ben sperare per investimenti e fatturato.

L’export si colloca invece in un’area grigia. I segnali sono in valore assoluto positivi (2,6% rispetto al precedente riferimento), ma si sono ridotti rispetto al 3,2% del 2012. I primi dati del 2014 mostrano un boom di prodotti in uscita verso il Regno Unito per meccanica e trasporti. S’esporta più “made in Emilia Romagna” per agroalimentare e moda, mentre nei settori della gomma, della plastica e dei minerali non metalliferi non si è ancora ai livelli pre-crisi, a cui si affacciano ora computer, mezzi di trasporto e macchinari. «Anche la provincia di Modena ha perso quote di mercato - ha spiegato Fabio Quintiliani, componente della divisione Analisi e Ricerca Economica Territoriale della Banca d’Italia di Bologna - e il calo a Modena è stato peggiore alla Regione e al resto d’Italia rispetto al 1999». «L’estero deve essere ampliato - ha aggiunto Elena Salda, presidente del gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Modena - quasi il 50% delle esportazioni è rivolto verso l’Europa, che è ormai quasi un mercato maturo. Invece le esportazioni verso il mercato asiatico e americano sono al 15% e al 5%: serve andare sempre di più verso questi mercati». Occupazione nera - Se le previsioni per il 2014 lasciano ben sperare soprattutto per fatturato e investimenti delle imprese, il dato sugli occupati non migliora, anzi si aggrada. Un’indagine dell’istituto di credito mostra come l’Emilia Romagna sorpasserà sia il Nord Est sia l’Italia, mentre fino allo scorso anno i disoccupati sul territorio regionale erano stati inferiori a entrambi. Le rilevazioni dell’Istat mostrano che la forza lavoro in regione si è ridotta dell’1,6%. Il calo riguarda soprattutto l’industria in senso stretto (-2,4%) e le lavoratrici (59,6% contro il 61,3% del 2012). Dal 2007 allo scorso anno l’unica fascia della popolazione in crescita è quella compresa tra i 55 ai 64 anni. Per tutti le altre la pendenza è negativa, con il picco per la fascia 15-34: meno 7,2%. Famiglie più povere e meno crediti - Dal 2008 al 2012 le famiglie in regione hanno perso l’11% di ricchezza netta. I 187mila euro procapite restano tuttavia superiori alla media nazionale (144mila) e regionale (174mila). Dal 2007 si sono ridotti i nuovi prestiti, con un minimo storico nel 2012. Lo scorso anno i finanziamenti sono diminuiti dell’1,7% e il valore è di poco migliore nel dato aggiornato al marzo 2014 (-1,6%). In generale i prestiti si sono ridotti del 2,7%, soprattutto per le imprese (-3,7%), specialmente piccole (-4,3%).

Gabriele Farina

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google