Gazzetta di Modena

Modena

Scuole di specialità a rischio blocco

Scuole di specialità a rischio blocco

I bandi devono ancora essere pubblicati: centinaia di medici in attesa di conoscere il loro futuro

2 MINUTI DI LETTURA





Mentre si celebra un momento quasi storico, come i primi laureati in “mergenza-urgenza”, anche l’università di Modena deve fare i conti con la realtà delle scuole di specialità. Ad oggi, infatti, il bando non è ancora uscito e si richia seriamente di perdere almeno un anno. Un anno nel quale centinaia di medici rischiano di rimanere fermi. Fino all’anno scorso Modena attivava queste scuole di specialità: Anestesia rianimazione e terapia intensiva, chirurgia generale, geriatria, ginecologia ed ostetricia, igiene e medicina preventiva, malattie dell’apparato cardiovascolare, medicina del lavoro, medicina di comunità, appunto medicina di emergenza urgenza, medicina interna, nefrologia, ortopedia e traumatologia, pediatria, psichiatria, radiodiagnostica. Oltre a queste anche le scuole aggregate, con sede capofila l’Università di Modena ma condivise con altri atenei come Ancona, Bologna, Parma e Ferrara: chirugia plastica ricostruttiva ed estetica, chirurgia toracica, dermatologia e venereologia, ematologia, endocrinologia e malattie del metabolismo, farmacologia, malattie dell’apparato respiratorio, medicina legale, neurologia, oncologia medica, reumatologia e urologia. In totale 27 scuole che rappresentavano, e rappresentano, per Modena un fiore all’occhiello: «Ma se non partono - spiega il preside di Medicina Paolo Nichelli - è un problema grosso. Prima ci chiedono di ampliare il numero dei posti per aumentare il numero dei laureati, poi ci si trova di fronte al controsenso che queste persone, più di ottomila medici anche nell’ultimo anno, non sono messi nelle condizioni di continuare il loro percorso di studi verso il mondo del lavoro». È vero che nei giorni scorsi il Governo ha dato notizia dell’aumento delle borse di specialità, ma non basta: servono notizie certe per il completamento di un percorso che rischia di perdere tempo prezioso.

«Il nostro sistema non si è ancora dotato di strumenti in grado di effettuare un'adeguata programmazione del fabbisogno di professionalità mediche. Lo dimostra il fatto che aumentano gli accessi a Medicina (10.000 negli ultimi anni, contro i 7400 del 2007), mentre diminuiscono i contratti di specializzazione (dai 4.500 dello scorso anno accademico si passerà ai 3.500 previsti per il prossimo anno)», hanno dichiarato nei giorni scorsi dall’associazione italiana che rappresenta i giovani medici. (d.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google