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«Basta tasse, serve risanamento»

di Gabriele Farina
«Basta tasse, serve risanamento»

Venturi, presidente nazionale Confesercenti: «Necessaria una politica a favore della tenuta delle Pmi»

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Un investimento per rilanciare l’economia. È l’appello di Marco Venturi, presidente nazionale di Confesercenti, intervenuto ieri a Modena per illustrare i dati dell’Assemblea 2014.

«Occorrono accorgimenti - ha spiegato Venturi - che consentano di creare risorse per realizzare investimenti utili per il Paese e per ridurre la pressione fiscale. È come fare un investimento: si danno più risorse alle imprese che investono e alle famiglie che consumano e rimettono in moto l’economia interna. Per trovare le risorse non c’è alternativa se non tagliare gli sprechi nella spesa pubblica».

Le ultime cifre della crisi sono eloquenti. Nei primi mesi dell’anno a Modena hanno chiuso 509 imprese (specie guidate da donne e imprenditori over 55) contro le 278 che hanno visto la luce. Il saldo è dunque negativo (-271 unità, -1,52% rispetto al totale) e sarebbe potuto essere peggiore se non fosse per gli imprenditori stranieri.

«In futuro saranno cittadini italiani a tutti gli effetti - ha ricordato Fulgenzio Brevini (coordinatore sindacale provinciale Confesercenti) - dovremo farne i conti come mondo associativo».

«La crescita dell’economia è legata al mondo delle imprese - ha ripreso Venturi, altresì portavoce di Rete Imprese Italia - siamo in una situazione di scompenso. Serve coraggio per aprire un’impresa. Il saldo negativo vuol dire bruciare ricchezza e lavoro, dipendente e autonomo. Nelle piccole imprese lavorano il titolare e i collaboratori familiari, non solo qualche dipendente». Veniamo alla crisi per le famiglie. A livello nazionale l’acquisto di beni si è ridotto di 28,5 miliardi di euro nel biennio 2012-13. Da inizio dell’anno in corso la variazione in negativo è stata di un 1,2 miliardo di euro e anche i consumi dei beni alimentari sono diminuiti (-0,5%). «Un crollo per le piccole e medie imprese legate al nostro mercato - ha detto Venturi - le cui conseguenze devastanti si sono abbattute su Pil e occupazione».

Inoltre, i cittadini hanno visto aumentare di 34 miliardi di euro i contributi: 14 miliardi verso lo Stato e 20 miliardi verso gli enti locali, colpiti da tagli nei trasferimenti per circa altri 30 miliardi di euro. Le imposte sulla casa sono aumentate del 78% dal 2005 al 2013: da 28 a 52 miliardi di euro. Dal 2011 a quest’anno si prevede un raddoppio degli oneri fiscali: mediamente l’Ici richiedeva 1.950 euro all’anno, mentre per l’accoppiata Imu e Tasi se ne prevedono 3.900. «Ci sono Paesi europei che crescono al 2% - ha ricordato Venturi - e noi abbiamo una prospettiva dello 0.3% circa. Il debito pubblico è spaventoso e lo paghiamo più di altri Paesi perché se no nessuno lo compra. Dobbiamo spingere verso il risanamento, abbassando seriamente la pressione fiscale e non dello zero virgola qualcosa. Serve una politica che favorisca la tenuta delle Pmi, da cui è caratterizzato il nostro Paese».

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