«Acquedotto, la sperimentazione è rischiosa»
«Caso amianto, le sostanze che si vogliono immettere nei tubi peggioreranno i problemi»
Deanna Guidi di “Carpi del Fare” modifica una frase dei Promessi Sposi e, relativamente al piano di immettere nelle tubature una sostanza che dovrebbe “riparare” le condutture che perdono amianto, dice: «Questa sperimentazione non s’ha da fare!».
«Come sostiene l’Istituto Superiore di Sanità, - dice la Guidi chiamato a dare un parere sulla sperimentazione che vorrebbe ovviare alla massiccia presenza di amianto nelle tubature, Carpi rappresenta il primo caso in Italia per dimensioni del problema e per l’enorme quantità della miscela di fosfato monosodico alimentare e zinco che si dovrebbe introdurre nelle tubature dell’acquedotto. Ad oggi - continua - si nutrono forti dubbi sia sulla pericolosità del composto proposto da Italo Melchiorre ad Aimag, l’esperto che, se sicuramente sa dove reperire questa sostanza, dal momento che in Italia lo ha proposto in due piccole realtà, ma non per la stessa situazione, tuttavia non ha mai diffuso dati sui risultati di tali esperimenti. Ci chiediamo allora perché l’ ISS non si decida a porre una volta per tutte un veto all'uso di questa sostanza chimica, dal momento che ammette la mancanza di dati rassicuranti sulla sua non pericolosità per la salute degli utenti della rete idrica carpigiana. Sembra che tutti dimentichino che alla base del principio di precauzione sta proprio la mancanza di dati sufficientemente probanti la non pericolosità di un esperimento di tal genere. Vogliamo scongiurare ancora una volta un ulteriore motivo di grave preoccupazione per i cittadini di Carpi.Se il sindaco Bellelli ha già promesso ai cittadini il piano di sostituzione dei tubi, per quanto incerto su inizio e fine del programma, la sperimentazione chimica paventata, su cui si deciderà fra pochi giorni, più che mai appare un’assurdità che ci espone inutilmente ad ulteriore rischio ed ad uno spreco inutile di denaro. Chiediamo inoltre - conclude Guidi - che la riunione per tale scelta tra Comune, Aimag e Asl sia aperta ai cittadini che finalmente si rendano conto di quel che sta succedendo all’acqua che continuano a pagare per potabile quando non lo è».
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