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Forza Italia, è già lite tra Morandi e Galli

Forza Italia, è già lite tra Morandi e Galli

L’ex An è il capogruppo, l’altro non lo riconosce: «È venuto meno ai patti della campagna elettorale»

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Si sapeva che sarebbe andata a finire, perché le premesse non erano delle migliori. Così Forza Italia, a pochi giorni dal primo consiglio comunale, quando ancora non si è iniziato a lavorare, è riuscita a spaccarsi e a dividersi. E non era facile dal momento che il gruppo è formato soltanto da due persone, Adolfo Morandi e Andrea Galli, con il candidato sindaco Giuseppe Pellacani finito in quota Udc.

La lite tra i due, che già in piena campagna elettorale avevano lasciato intendere che non sarebbero mai potuti andare d’accordo, è scoppiata per il ruolo di capogruppo. Andrea Galli si è presentato regolarmente giovedì alla convocazione della riunione con gli altri partiti dell’assemblea cittadina, ma senza che il collega Morandi avesse approvato la scelta. Galli lo ha fatto, e gli è permesso da regolamento, in qualità di consigliere anziano (quello che ha ottenuto più preferenze nella tornata elettorale), ma Morandi dice di essersi sentito tradito: «Il gruppo consiliare di Forza Italia ad oggi non ha ancora nominato il capogruppo in quanto il sottoscritto non ha firmato il documento ufficiale in tal senso. Ritengo che il collega Andrea Galli, se fosse rispettoso degli accordi raggiunti in campagna elettorale, dovrebbe riconoscere al sottoscritto tale qualifica. È risaputo, da dichiarazioni ufficiali in nota stampa del coordinatore provinciale Enrico Aimi, che Andrea Galli prima candidato sindaco, successivamente capolista, avrebbe lasciato al sottoscritto la carica di capogruppo, indipendentemente dal numero delle preferenze raggiunto; verosimilmente, avendo avuto una maggiore visibilità rispetto al sottoscritto ( sia come candidato sindaco, che come capolista) si immaginava che avrebbe raggiunto un numero di preferenze maggiore rispetto a quelle del sottoscritto, cosa poi accaduta; ciò nonostante, per riconoscimento del lavoro svolto nella passata consigliatura, mi fu riconosciuto il diritto a continuare quale capogruppo. Il consigliere Andrea Galli, rinnega di aver preso accordi in tal senso e afferma che mi sarei inventato l’accordo. Gli rispondo che evidentemente è Enrico Aimi che si è inventato tutto. E’ molto grave quello che lascia intravedere Galli per l’onorabilità di Enrico Aimi, oltre che essere fortemente lesivo del rispetto che si deve alle persone che militano nello stesso partito. Non considero la questione definitivamente chiusa; Galli non è il capogruppo da me riconosciuto. Gli verrà attribuito l’incarico dal presidente del consiglio di agire quale capogruppo perché il regolamento del consiglio comunale prevede, in caso di mancata nomina da parte del gruppo, che a fungere da capogruppo sarà chiamato il “consigliere anziano”, che corrisponde, per il regolamento, a colui che ha ricevuto più preferenze».

Dopo il valzer sulla scelta del candidato sindaco, era il minimo che potesse accadere. (d.b.)

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