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Maletti: «Nono assessore? Parlo solo di programma»

Maletti: «Nono assessore? Parlo solo di programma»

Da acerrima rivale a migliore alleato. Gian Carlo Muzzarelli lo sa, e Francesca Maletti sta diventando una delle persone più ascoltate dal nuovo sindaco che sa bene che, nel bene e nel male, deve...

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Da acerrima rivale a migliore alleato. Gian Carlo Muzzarelli lo sa, e Francesca Maletti sta diventando una delle persone più ascoltate dal nuovo sindaco che sa bene che, nel bene e nel male, deve passare anche dai nove voti del gruppo che la rappresenta in consiglio comunale.

Francesca Maletti lo sa che qualcuno l’ha già ribattezzata come “il nono assessore” della giunta Muzzarelli?

«Assessore io? Se qualcuno mi chiama mi giro ancora per la forza dell’abitudine ma so bene di non esserlo e lo sa anche Gian Carlo. Semplicemente con il sindaco ho un accordo programmatico molto chiaro tale per cui è necessario confrontarsi spesso. E così sta avvenendo».

Altri, invece, dicono che sarebbe pronta a far cadere Muzzarelli entro un anno.

«A proposito di accordi, non ho come obiettivo programmatico far cadere il sindaco ma portare avanti il programma che abbiamo condiviso insieme».

A cominciare da cosa?

«In consiglio stiamo affrontando tutte questioni burocratiche. Entro luglio cominceremo anche le prime delibere anche se per l’attività vera e propria dell’aula bisognerà aspettare la fine di agosto. Sarà una bella sfida».

Quali saranno gli argomenti più delicati?

«Lavoro, urbanistica, ambiente, sociale. Purtroppo c’è l’imbarazzo della scelta».

Come si concilia questo grande lavoro di discussione con un gruppo, quello Pd, diviso tra lei e Muzzarelli?

«Prima di ogni altra cosa siamo tutti consiglieri comunali del Pd. Un conto è il confronto programmatico all’interno del consiglio, un conto è il confronto politico all’interno del partito. Dobbiamo trovare il modo di limare gli spigoli che si sono creati negli ultimi anni e negli ultimi mesi rispetto ad alcune dinamiche che non si sono risolte».

Aveva detto che i tempi sarebbero stati maturi dopo le elezioni.

«Lo avevo detto e lo ripeto. Ora le elezioni sono passate e i tempi per affrontare diverse riflessioni ci sono tutti. Un conto è continuare il percorso di confronto con i cittadini che ci hanno eletto e ci hanno permesso di cominciare questa legislatura. Un conto è definire che cosa è bene per il futuro del Pd».

Che Pd si aspetta per i prossimi mesi, che tra l’altro saranno caratterizzati dalle elezioni regionali?

«Penso che il Pd debba cambiare in maniera significativa il suo modo di operare, aprendosi alla città e ai cittadini, uscendo una volta per tutte dai circoli e favorendo il confronto con gli attori di questa città, che ancora oggi ci chiedono di poter avere un ruolo nelle scelte che contano. Non possiamo fare finta di niente e non possiamo metterli in secondo piano».

Qualcuno ha avuto da dire con la sua scelta di presidente del consiglio comunale part-time.

«Io penso di essere stata solamente coerente: avevo detto che sarei tornata a lavorare, e così ho fatto».

Davide Berti

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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