Montese non cede i servizi assistenziali Un ente per gestirli
Approvata in consiglio comunale la nascita di un’istituzione che permetterà al Comune di mantenere il controllo diretto
MONTESE. Si va verso la costituzione di un’istituzione comunale per le strutture sanitarie di Montese. È quanto è stato deliberato nella seduta del Consiglio comunale di Montese. Si è infatti deciso di realizzare un ente per la gestione di servizi socio-assistenziali e di approvarne il regolamento. Il tutto per poter rispondere alle disposizioni previste dalla normativa che prevedono la gestione unitaria del servizio socio assistenziale e sanitario all’interno delle strutture e ottenere, quindi, l’accreditamento definitivo da parte della Regione delle strutture montesine (i cui servizi sono attualmente a gestione mista pubblico-privato): la Casa protetta per anziani (59 posti), il Centro diurno per anziani non autosufficienti e il Centro socio-riabilitativo residenziale per disabili “Il Melograno” (18 posti). Il termine ultimo di presentazione della domanda di accreditamento è il 30 giugno. Il Comune di Montese si è così attivato per garantire il raggiungimento dei requisiti previsti al fine di mantenerne la gestione pubblica con un controllo diretto. La decisione di costituire questa istituzione comunale a Montese è, però, in contrasto con quanto già deciso nello scorso aprile dai sindaci dei 9 Comuni del distretto sociosanitario di Vignola, i quali, riuniti nel Comitato di distretto, hanno stabilito di unificare la gestione di tutte le strutture sociosanitarie pubbliche nell’Unione Terre di Castelli, con il conseguente passaggio di quelle di Montese all’Unione. In quella seduta il sindaco di Montese si era astenuto. Senza considerare poi che Montese ha da tempo richiesto di entrare nell’Unione Terre di Castelli. «Requisito essenziale per l’accreditamento – spiega Luciano Mazza, sindaco di Montese – risulta essere la determinazione di un soggetto Gestore Unico che garantisca la responsabilità gestionale unitaria delle strutture interessate al percorso». La casa protetta è convenzionata per un totale di 55 posti con l’Azienda Usl di Modena (Distretto di Vignola) e per quattro posti con l’Azienda Usl di Bologna Sud (Distretto di Porretta Terme). Dal 2009 la Regione ha imposto anche a queste tipologie di servizi il percorso di accreditamento. Sulla base delle indicazioni regionali per l’accreditamento si deve superare la frammentazione gestionale delle tre strutture (Centro socio-riabilitativo per disabili “il Melograno”; Casa residenza per anziani e Centro diurno per anziani). Ad oggi il personale delle strutture di Montese (costituito per il 68% da personale della cooperativa Domus e per il 32% da dipendenti comunali) continua a non sapere quale destino lo aspetta in base alle scelte fatte. «In fase di domanda di accreditamento transitorio – continua Mazza - il Comune di Montese aveva individuato, per il raggiungimento del requisito del gestore unico, la costituzione di un’Azienda Speciale Comunale, ma il progetto è stato successivamente inficiato dall’approvazione di normative nazionali che hanno posto vincoli alla realizzazione dell’azienda». Inaspettatamente, la Regione ha però imposto l’obbligo di costituire, in ogni ambito distrettuale, un’unica forma pubblica di gestione da individuare nelle Asp o nelle Unioni di Comuni, negando, quindi, la gestione diretta ai Comuni singoli.
Andrea Ghiaroni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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