Centro storico, ecco tutte le priorità
Domani in giunta si parla di rilancio della città e di commercio: le associazioni chiedono subito un piano strategico
La nuova amministrazione sta iniziando a lavorare. Partiamo da centro storico e turismo, come può Modena essere realmente attrattiva nei confronti di chi viene da fuori?
«Modena ha molte potenzialità per gran parte inespresse e ha bisogno di essere liberata sotto questo punto di vista da troppi freni. Ad esempio, il regolamento che intende ampliare la cosiddetta “area Unesco” non va nella direzione giusta. Tornando all’attrattività, di certo occorre far sì che il Mef sia maggiormente inserito nei percorsi di valorizzazione della città, e del centro storico in particolare. Il sindaco ha detto che vuole migliorare la viabilità di accesso al Mef, perchè il museo sia più raggiungibile e visibile. Mi permetto di aggiungere che occorre segnalare meglio la viabilità dal Mef al centro storico».
Voi, tra l’altro, siete l’unica associazione socia del Mef. Crede che il turista che visita il Mef sia interessato anche a Modena?
«Non possiamo escluderlo a priori, anzi sarebbe sciocco non approfittare di questo pubblico che è destinato a crescere nel corso dei prossimi anni per rilanciare il turismo in centro storico. Più in generale occorre pensare in modo più sinergico alle strategie turistiche della città».
Cosa intende dire?
«Che Modena è una realtà comunque di dimensione media e che non possiamo pensare al Mef come un “pezzo” differente rispetto al centro, o palazzo Ducale altro rispetto a piazza Grande. Abbiamo musei belli e pieni di opere che spesso neppure sono esposte, abbiamo Duomo e Ghirlandina, abbiamo palazzo Ducale, chiese con opere pregevoli. E, perchè no, abbiamo il mercato di via Albinelli e degli ottimi ristoranti. Non dimentichiamo che Modena è visitata e apprezzata anche per le eccellenze enogastronomiche».
Il mercato di via Albinelli come attrazione della città?
«Non voglio essere fraintesa, ma dobbiamo seguire i percorsi dei turisti e, può sembrare strano, ma con l’esplosione delle trasmissioni televisive legate allo “street food” anche un mercato come quello può diventare attrattivo».
Il turista che arriva a Modena di cosa ha bisogno per essere facilitato?
«Dobbiamo riuscire ad “accorciare la città”, ovvero fare in modo che si possa visitare il più possibile a piedi. Per questo ribadiamo la nostra proposta di riaprire la viabilità di via Cavour, per rendere il Novi Park più vicino al centro sotto il profilo della percezione per turisti e cittadini».
Caso chioschi: quale è la vostra posizione? E piazza Roma?
«La situazione che si è venuta a creare è molto antipatica, sia per i chioschi che per piazza Roma. Occorre far sì che si trovi una soluzione che non danneggi nè esercenti nè fruitori del parco da un lato, che recuperi posti auto e ’vitalità’ dell’area dall’altro. Più in generale si torna sempre al punto: Modena va pensata in modo unitario, a maggior ragione il centro storico. Gli interventi spot, disarticolati, rischiano solo di creare confusione e malumori. Siamo contenti che il sindaco abbia dato una delega specifica per il turismo e auspichiamo che l’amministrazione che inizia il suo lavoro tenga conto di tutto questo e sappia far sintesi delle istanze per un effettivo rilancio di Modena. Non possiamo più permetterci di perdere opportunità e tempo». (d.b.)
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