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Nuova legge sui rifiuti, non più solo differenziata

Nuova legge sui rifiuti, non più solo differenziata

Premi ai comuni che riducono i rifiuti non riciclabili, tariffa al consumo per i cittadini (che potrebbero pagare di meno) e la possibilità, per gli enti locali, di scegliere per la raccolta dell'immo...

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Premi ai comuni che riducono i rifiuti non riciclabili, tariffa al consumo per i cittadini (che potrebbero pagare di meno) e la possibilità, per gli enti locali, di scegliere per la raccolta dell'immondizia un gestore diverso da quello che si occupa degli impianti di smaltimento. Sono le tre novità principali del nuovo progetto di legge regionale in discussione da venerdì in viale Aldo Moro. Condiviso da tutta la maggioranza, da molti comuni dell'Emilia-Romagna (tra cui Parma, Modena e Forlì, le cui proposte di legge di iniziativa popolare sono state incorporate in questo provvedimento) e dalle associazioni ambientaliste, il testo dovrebbe diventare legge entro settembre. Il progetto di legge si incastra col piano regionale dei rifiuti che sarà approvato definitivamente entro l'anno, nel senso che l'obiettivo di ridurre la produzione dei rifiuti del 25% entro il 2020, e di chiudere progressivamente inceneritori e discariche, passa dalle misure previste dal testo. Prima di tutto «si cambia criterio», passando dai dati sulla raccolta differenziata a quelli sui rifiuti non riciclabili: ad essere premiati (ad esempio con uno sconto massimo dell'80% sull'ecotassa) saranno quindi i comuni che diminuiranno di più la produzione di scarti da inviare in discarica. La legge prevede la creazione di un fondo speciale regionale per incentivare i comuni, con un meccanismo che penalizza gli enti locali che producono più rifiuti. Il testo prevede anche l'introduzione della tariffa puntuale, per famiglie e utenze non domestiche, che fa pagare sull'effettivo consumo e non sulla superficie dell'immobile. Il mix tra tariffa al consumo e premi ai comuni si scarica nelle tasche dei cittadini che, nella migliore delle ipotesi, potrebbero vedere la tassa sui rifiuti calare anche del 30%. Ma la proposta di legge introduce una novità anche per le multiutility, che saranno obbligate alla trasparenza, dovendo fornire ai comuni una relazione annuale con tutti i dati tecnici ed economici sul servizio svolto. Questo per permettere agli enti locali di scegliere gestori diversi o imboccare la strada “in house”. Il testo di legge, infatti, prevede che «il gestore del servizio di raccolta potrà essere diverso da quello degli impianti di trattamento o smaltimento rifiuti».

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