La candidatura di Muzzarelli piace a molti ma non a tutti
A parole, sembrano tutti pronti a sottoscrivere l’appello a «trasformare l’ente in un’autentica unione provinciale di tutti i Comuni che sappia affrontare con un progetto unitario le sfide future per...
A parole, sembrano tutti pronti a sottoscrivere l’appello a «trasformare l’ente in un’autentica unione provinciale di tutti i Comuni che sappia affrontare con un progetto unitario le sfide future per il rilancio del territorio». Un appello lanciato da Giancarlo Muzzarelli in occasione dell’incontro con i sindaci modenesi. Un appello che vorrebbe essere un concreto “progetto di area vasta” pensato dal primo cittadino per il futuro della Provincia, ma che sembra costituire la base per la sua candidatura a presidente della Provincia.
Muzzarelli non conferma né smentisce direttamente. I “rumors” sulle sue intenzioni tengono però banco da giorni, e sembrano provocare qualche piccolo “malumore”. Se, infatti, buona parte delle “fasce tricolori” pare concordare con la proposta dell’ex assessore regionale, non tutti potrebbero essere disposti a convergere sul suo nome. In poche parole, la sua elezione è tutt’altro che scontata.
I più, a dire il vero, non si sbilanciano. Non lo fa Alberto Belelli, sindaco di Carpi, dato come papabile “concorrente” di Muzzarelli dalle voci di corridoio. «Il nome? Ci penseremo al momento opportuno. Oggi siamo qui per una “riunione tecnica”, per capire come si trasformerà l’ente provinciale». Né vuol provarci Maino Benatti, sindaco di Mirandola, che rifiuta di commentare, concentrando il suo intervento sulla «necessità di puntare su un progetto unitario che veda protagonisti i distretti» e ricordando che nel progetto di area vasta promosso da Muzzarelli dovrebbero rientrare, oltre a Reggio e Bologna, anche le provincie di Mantova e Ferrara. Ancora, non si pronuncia nemmeno Massimiliano Morini, primo cittadino di Maranello, che preferisce anteporre «la politica ai nomi», pur apprezzando la linea esposta dal collega modenese.
Qualcuno che prende posizione, tuttavia, c’è. Ad esempio Mauro Smeraldi, neo sindaco di Vignola, che non nasconde il desiderio di «veder rappresentato più compiutamente le varie anime dei territori«. Nonostante premetta di «non averne ancora parlato» con collaboratori e colleghi, sembra emergere qualche riserva sul nome di Muzzarelli. Di parere completamente opposto il primo cittadino di Pavullo, Romano Canovi: «Sottoscriverei in pieno una sua candidatura. Che il comune di Modena si metta a disposizione di tutto il territorio penso sia importantissimo. La montagna ne può solo trarre beneficio». Insomma, la gamma di pareri è la più completa possibile, e non sembra emergere una linea unica in vista delle elezioni di fine settembre.
Di certo, per ora, c’è solo il futuro di Sabattini. Da parte sua, il presidente uscente smentisce le voci che lo vorrebbero a caccia di un ruolo nell’ente riformato: «Mi sembra ridicolo, io ho già dato. Anzi, spero si faccia più in fretta possibile. Il mio mandato finiva agli inizi di giugno, resto in carica a titolo gratuito solo per trasportare l’ente in questa fase costituente». (m.r.)
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