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Nasce la nuova Provincia: il 27 settembre le elezioni

di Marcello Radighieri
Nasce la nuova Provincia: il 27 settembre le elezioni

Sindaci e consiglieri dei Comuni modenesi voteranno i vertici dell’ente riformato Sabattini: i conti sono a posto, lasciamo un ente sano ai prossimi amministratori

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Un appuntamento che tenta di fare il punto su recente passato, presente e probabile futuro dell’ente Provincia. È questa l’estrema sintesi dell’incontro che ha radunato nella sala consigliare di viale Martiri della Libertà una ventina di sindaci del territorio modenese. Ufficialmente, una riunione per «approfondire contenuti e novità previste» dalla recente riorganizzazione dell’istituzione. In pratica, però, l’incontro si trasforma in un’occasione per «fare un quadro generale di cos’è e cosa probabilmente diventerà la Provincia», come spiega il presidente uscente, Emilio Sabattini.

Il primo punto all’ordine del giorno è la “riforma Del Rio”; un ddl approvato nell’aprile scorso che, trasformando le Province in enti di secondo grado, stabilisce l’elezione indiretta dei vertici. La nuova nomenklatura sarà infatti eletta dai sindaci e dai consiglieri comunali del territorio modenese. Poco meno di 700 elettori saranno chiamati a scegliere il nuovo presidente tra le candidature presentate all’Ufficio elettorale – le quali necessitano di essere sottoscritte da almeno 105 votanti, pari al 15% degli aventi diritto – oltre a 12 consiglieri provinciali sulla base di liste concorrenti, secondo modalità e tempi previsti dalla normativa. La votazione è stata provvisoriamente fissata per sabato 27 settembre, a tre giorni dal termine ultimo per questo passaggio. L’altra “data chiave” sottolineata più volte da Sabattini è quella dell’8 luglio. Entro la prossima settimana, infatti, dovrà essere approvato il decreto che definisce una più chiara ripartizione delle funzioni. «In base alla legge – fanno sapere da viale Martiri – alla Province restano le competenze sulla viabilità e trasporti, tutela e valorizzazione dell’ambiente, edilizia e pianificazione della rete scolastica, assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, pianificazione territoriale e pari opportunità».

Ma l’incontro tra i sindaci modenesi è stata anche l’occasione per fare il punto della situazione finanziaria della Provincia. D’altronde, lo aveva premesso lo stesso Sabattini nel suo intervento introduttivo: «Lasciamo ai nuovi amministratori un ente sano dal punto di vista finanziario, nonostante i ripetuti e pesanti tagli, che rispetta i tempi di pagamento, non ha debiti inevasi e ha sufficiente liquidità, grazie anche agli sforzi effettuati in questi anni per contenere i costi». Particolare enfasi viene quindi posta sulla capacità dell’ente di mettere in campo investimenti. «Nonostante i tagli – negli ultimi anni il bilancio ha subito un decurtamento pari al 30% delle risorse – la Provincia prevede di impiegare oltre 12 milioni di euro, concentrati soprattutto sull’edilizia scolastica e la viabilità».

Non va malissimo neanche sul “fronte debito”. Rispetto al 2009 l’ente provinciale è riuscito a ridurre del 20% questa voce, pari quest’anno a circa 103 milioni di euro. Il territorio modenese sembra essere in questo senso tra i “più virtuosi” in regione, con “appena” 156 euro per abitante: dietro a Bologna e Piacenza, ma ben lontana da Reggio, Parma e Piacenza che oltrepassano i 200 euro pro-capite.

Infine, al gruppetto di primi cittadini sono stati forniti anche i dati sulle partecipazioni societarie in mano all’ente di viale Martiri della Libertà. Una nuvolo di sigle che si dividono tra enti di diritto privato – su tutti la Fondazione Casa Natale Enzo Ferrari, controllata dalla Provincia per un 20%, e la Fondazione Mario del Monte – alle società partecipate (l’Aeroporto di Pavullo, Modena Fiere, il Gal) fino agli enti pubblici, Acer Modena ed Ente Gestione Parchi.

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