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Notte Rossa, Morini esulta: «Città più viva»

Notte Rossa, Morini esulta: «Città più viva»

Maranello. Sindaco soddisfatto dell’iniziativa tra motori e Ferrari. E c’è chi è arrivato dalla Catalogna

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MARANELLO. «Un ottimo risultato per tutta la città». Il sindaco di Maranello, Massimiliano Morini, traccia il suo bilancio della terza Notte Rossa. «Il Comune, il Consorzio Maranello Terra del Mito, il Museo Ferrari e lo Scuderia Ferrari Club - aggiunge - e tutte le attività e associazioni del centro e non solo si sono adoperate per mettere in campo una grande capacità di accoglienza e tante iniziative per i visitatori. È una grande occasione di crescita per tutto il territorio e un successo che rende orgogliosa tutta la comunità, per il quale ringrazio tutti coloro che hanno collaborato».

Il Museo Ferrari è stato assaltato dai tanti bimbi che hanno corso nel minicircuito Superpush. Vetture con Topolino e botti a quattro ruote pronte a essere spinte e tagliare il traguardo. Lungo le vie c’erano decine di esemplari del Cavallino, tra cui monoposto di Formula Uno. In quella in piazza Libertà alcuni hanno potuto provare l’emozione di un pit stop. Come Claudia Galli, catalana di nascita e maranellese d’adozione.

«È stata un’esperienza bellissima - ha spiegato la giovane, che ha visto più volte i meccanici lavorare sulla “sua” monoposto - sono una tifosa di F1. Alonso è un grande pilota, ma Rosberg sta facendo meglio: per me vincerà lui il Mondiale. Ero già a stata a Maranello diverse volte, a mio padre piace tanto. Vengo da Figueres, vicino Barcellona, ma ora lavorerò a Maranello».

I meccanici non erano esperti, ma persone del pubblico. Coordinava invece un professionista, l’ex tecnico Ferrari Giulio Ciceri. «Ho lavorato a lungo in Formula Uno - ha detto mostrando il cartello “Schumi torna presto” - questa è una macchina del 2002 appartenuta a Michael Schumacher».

Giulio ha spiegato al team come fare. «Bisogna prendere confidenza con le pistole, il meccanico con la pistola è il più importante. Poi s’impara ad avvitare e svitare nella giusta direzione».

Le prime soste sono durate dai diciotto ai trenta secondi. «È passata una Caterham - ha scherzato - ed è ripassata. Sono passati tutti e noi siamo ancora qui». In Formula Uno, un pitstop di quattro secondi è lungo.

«Quando c’eravamo noi facevamo due secondi e cinque decimi - ha aggiunto - e anche oggi gli uomini della Ferrari sono i migliori. Ci si allena almeno mezz’ora, un’ora al giorno per mesi». Nel Village del Cavallino c’erano due simulatori di guida, in cui si sono sfidati grandi e piccini. «Il difficile è frenare - ha raccontato un giovane - ma è una grande emozione».

«Costano intorno ai 12mila euro - ha concluso Giulio - dobbiamo ringraziare Mauro Apicella per l’organizzazione». Tra i volti “stranieri”, un gruppo degli Highlanders Formigine e figuranti della Dama Vivente di Castelvetro, giunti per promuovere l’Expo. (g.f.)

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