Rimborsi, ok alle aziende inagibili
Alluvione. In preparazione l’ordinanza regionale. L’assessore Vecchi: «Soluzione per i terreni agricoli»
«Tra qualche giorno sarà pronta definitivamente l’ordinanza per le imprese alluvionate. Si tratta di un’ordinanza che racchiude imprese di vari settori, tra cui l’agricolo, e la procedura di richiesta di rimborso partirà dal primo settembre».
L’assessore regionale alle attività produttive Luciano Vecchi ha pochi dubbi: la Regione sta per “licenziare” l’ordinanza per le imprese che hanno subito danni da alluvione e dalla tromba d’aria del 3 maggio 2013. Nella bozza è stato chiarito anche il fatidico punto 3, ovvero il punto dove si parlava delle imprese agricole delle frazioni di Albareto, La Rocca e Navicello.
«Secondo il precedente documento – spiega Stefano Gasperi di Confagricoltura – per potere accedere al finanziamento, per le imprese alluvionate nelle zone di Modena, fuori dal “cratere” sismico, si sarebbe dovuta dichiarare l’inagibilità temporanea. Una condizione non compatibile con i terreni agricoli perché un terreno non si può definire... inagibile. L’inghippo è stato risolto con l’aggiunta di questa frase nell’ordinanza: “Si intende per inagibilità l'impossibilità di avere in disponibilità l'immobile o lo studio professionale o i terreni agricoli a causa dei danni arrecati dagli eventi calamitosi”. Così, il tecnico che farà la perizia potrà certificare che si tratta di danni da alluvione e le imprese potranno avere accesso al risarcimento. In aggiunta, abbiamo richiesto di presentare la domanda in due parti perché, siccome, a differenza del terremoto, al danneggiato viene fatta la liquidazione diretta di una cambiale, a lavoro eseguito e pagato, è possibile che molti non possano anticipare i soldi. Una prima domanda sarebbe per il risarcimento danni su fabbricati e attrezzature, la seconda sulle produzioni. Infatti, si saprà solo ad annata agraria conclusa a quanto ammonta il danno sulla mancata produzione, calcolato rispetto alla media della produzione dei tre anni precedenti. – conclude Gasperi - La Provincia, che sarà la cabina di regia per il risarcimento, ci ha risposto che è meglio presentare una domanda sola, però, perché l’ente non beneficia della struttura articolata della Regione e, quindi, è meglio semplificare con una sola richiesta». Scorrendo la bozza di ordinanza, poi, si nota come siano specificati i settori delle imprese che possono beneficiare del contributo: “industriali, dei servizi, commerciali, artigianali, turistiche, agricole, agrituristiche, zootecniche, professionali”. Viene anche stabilito il “costo ammissibile a contributo per gli interventi di ripristino relativi agli immobili, alle strutture ed impianti agricoli, dei terreni agricoli, degli impianti arborei produttivi e delle infrastrutture aziendali”. Viene specificato, a seconda dell’importo anche la modalità con cui devono essere certificati i danni. “Per i danni il cui ammontare risulti inferiore ad 100mila euro al lordo delle spese tecniche e dell’Iva se non detraibile, sulla base della dichiarazione del professionista, incaricato di redigere la perizia”. Mentre per i danni di un importo uguale o superiore a 100mila euro “sulla base di un computo metrico-estimativo redatto sulla base del vigente “Elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche”.
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