Banche: a Modena chiusi ventuno sportelli
Aumentano i depositi, ma calano i prestiti. Fiba: così i cittadini pagano la gestione sbagliata del credito
Chiudono gli sportelli bancari e le banche... chiudono i cordoni del credito. «È inaccettabile che con la crisi lavoratori e aziende continuino a pagare il prezzo della sbagliata gestione del credito da parte delle banche. Nel corso dell'ultimo anno, nonostante la drastica riduzione degli sportelli creditizi, ben meno 157 rispetto all'anno precedente, la contrazione dei prestiti (- 5% rispetto al 2012) e l'aumento dei depositi del 4,9%, le sofferenze bancarie sono aumentate del 27,2%, con ben quattro punti in più della media italiana, erodendo così l'utile».
È questa l'accusa lanciata ai banchieri da parte di Marco Amadori, segretario generale regionale dei bancari Fiba Cisl, nel commentare l'analisi congiunturale sul credito redatto dall'osservatorio economico e presentato a Bologna nel corso dell'esecutivo della categoria. Sul fronte degli sportelli bancari nella sola provincia di Bologna le chiusure sono state 54 (oggi vi è uno sportello bancario ogni 1326 abitanti), 21 a Modena (1516 abitanti per sportello), 16 a Parma (1286 abitanti per sportello) e Forlì-Cesena (uno sportello ogni 1200 abitanti), 15 a Rimini, che tuttavia rimane al secondo posto in Italia per numero di sportelli in base agli abitanti (uno ogni 1151 persone), poi, via via, tutte le altre province fino a Ferrara con sole quattro chiusure. Nello stesso tempo gli istituti bancari, nella pressochè totalità delle province, hanno concesso meno prestiti dell'anno precedente (con una media regionale addirittura peggiore di quella nazionale: -5% in Emilia Romagna contro il -4,3% della media italiana) e raccolto depositi doppi rispetto alla media italiana, con i casi eclatanti di Parma (+10,8%), Forlì - Cesena (+8,3%) e Reggio Emilia (7,5%).
«Numeri - sottolinea il dirigente della Cisl - che non hanno impedito bilanci in rosso, imputabili principalmente a una cattiva gestione dei prestiti che a sua volta ha provocato sofferenze bancarie maggiori rispetto alla media del resto d'Italia: 3.156 euro per ogni emiliano-romagnolo contro i 2.480 euro di un italiano».
«In altri termini - rincara la dose Amadori - gli istituti di credito della regione si sono arroccati su strategie difensive ad oltranza, da un lato tagliando sportelli bancari e azzerando le assunzioni, dall'altro chiudendo i cordoni del credito a famiglie e imprese, senza però comprendere che gran parte dei limiti hanno un'origine interna, come peraltro ha sottolineato più volte la stessa Banca d'Italia».
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