«Moschea, il sindaco si esprima»
Cristina Vandelli di Alleanza per l’Italia: «Serve una struttura nuova, parliamone»
«Siamo stati tra i primi a dire sì alla moschea, ma siamo altrettanto preoccupati dall’assenza del tema nella prima relazione in consiglio comunale del sindaco Claudio Pistoni. Già in passato abbiamo vissuto problemi per i due centri islamici che c'erano in città e questo è ancora possibile».
Lo afferma Alleanza per l'Italia, per bocca di Cristina Vandelli. «Siamo stati tra i primi – ribadisce la coordinatrice del movimento - che hanno pubblicamente invitato i politici locali ad accogliere l'appello dei vescovi di Reggio Emilia Caprioli e Camisasca per permettere alla comunità islamica di avere un luogo di culto accogliente e dignitoso. Se da un punto di vista tecnico-formale la riapertura del luogo di culto di via Cavour da parte dell'associazione di cultura islamica è ineccepibile come si evince dalla relazione firmata dall'ingegner Mazzarella che consente l'utilizzo dell'immobile di via Cavour dallo scorso 16 aprile (anche se l'ex sindaco Luca Caselli, che in tale data era in carica, dice di non essere mai stato a conoscenza del documento... qualcuno dovrebbe spiegare alla città il perché), se da un punto di vista di buon senso, visto l'inizio del Ramadan, si può comprendere tale apertura come primo atto all'indomani del consiglio comunale di insediamento del nuovo sindaco, da un punto di vista politico nutriamo più di una perplessità». E qui scatta il dettaglio della perplessità. «Il neo-sindaco Pistoni - aggiunge Vandelli - non ha fatto cenno alla moschea nel suo discorso di insediamento in consiglio, nonostante l'argomento sia di pubblico interesse e generi in città, da molte settimane, un dibattito vivo e vibrante. Sassuolo ha bisogno di una moschea che sia un luogo anche architettonicamente rilevante, capace di essere attrattivo, ma il luogo idoneo va trovato attraverso un percorso partecipato tra comunità islamica e cittadini. Non è un'amministrazione comunale, di sinistra o di destra, che decide se fare o non fare un luogo di culto ma è la città, tutta, che sposa o meno l'idea. La nuova amministrazione deve essere chiari, fin da subito, sulla quantità di centri di cultura islamica in città che ritiene sufficienti. Già durante l’amministrazione Pattuzzi (2004-2009) la presenza di due centri di cultura islamica a Sassuolo causò problemi. Inoltre la riapertura di via Cavour andava corredata da un regolamento di diritti/doveri per evitare, come successo in passato, problemi legati al contesto urbano e al disagio per i residenti. Il nostro auspicio è che il tema possa essere affrontato, in modo chiaro, davanti alla città e non nelle segrete stanze della politica». (a.gilioli)
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