Scuola, rabbia dei precari in fila dalle 6 per il sussidio
Nonostante ci fosse la possibilità di utilizzare il sito internet per l’apposita pratica In via delle Costellazioni si è sfiorata la rissa e sul posto sono arrivati i carabinieri
In coda dalle sei del mattino, lista autogestita degli arrivi che salta, parapiglia, urla, una Gazzella dei carabinieri a controllare che i focolai non si riattivino, insegnanti, bidelli, tecnici e impiegati che si disperano esasperati. Una mattinata di fuoco quella di insegnanti e bidelli precari, una mattinata che si poteva evitare se solo le pratiche fossero state inoltrate via internet.
L’escamotage c’era, non era un segreto tanto che la stessa Provincia per facilitare l'accesso all'indennità Aspi (Assicurazione sociale per l'impiego, ovvero l’ex sussidio di disoccupazione), aveva avvisato, tramite i vari dirigenti scolastici, di questa possibilità-comodità on line. Connettendosi al portale regionale "Lavoro per te" (https://lavoroperte.regione.emilia-romagna.it/MyPortal/) è infatti possibile acquisire lo stato di disoccupazione senza presentarsi fisicamente al Centro per l'impiego, per poi richiedere all'Inps l'indennità di disoccupazione Aspi.
Eppure l’appello è stato disatteso, tutti in fila appassionatamente e si è pure sfiorata la rissa.
Siamo al Centro per l'impiego di via delle Costellazioni. I docenti e i bidelli precari a cui scade il contratto si sono radunati pressoché all’alba. C’è chi dice di aver provato a utilizzare il sito ma che questo dava dei problemi, chi invece voleva fare tutto di persona, per maggiore sicurezza, per non perdere i propri diritti per colpa di un errore. Fatto sta che oltre cento persone, tra insegnanti e bidelli, già dalle sei del mattino, si erano messi ordinatamente in fila per accedere agli uffici per sbrigare la pratica di disoccupazione. Qualcuno, visto che la fila all'esterno si ingrossava sempre di più, ha pensato si stilare una lista per ordine di arrivo per cercare di evitare quello che poi è successo. Anzi, c'è stato chi si era offerto per controllare che i numeri prelevati corrispondessero all'ordine stilato sul foglio. Quando alle 8.30 un'impiegata ha aperto la porta d'ingresso, la folla è scattata per cercare di prelevare il numero migliore. A creare più confusione ci si è messo un impiegato del Centro per l'impiego che invitava i presenti a mettersi in fila senza tener conto dell'ordine d'arrivo. A questo punto è scoppiato il parapiglia: tutti contro l'impiegato che voleva ignorare quello che era successo fuori. Tra urla, spintoni e l'invito a chiamare le forze dell’ordine poi a prevalere è stato il buon senso.
L'addetto ha distribuito i numeri rispettando la posizione della lista originale.
«Ogni anno il primo luglio si ripete questa situazione – ha precisato un'impiegata arrivata di buon mattino - nel settore della scuola c'è troppa burocrazia e lo Stato dovrebbe pensare a un sistema più agevole, con l'Inps che dovrebbe comunicare direttamente con le scuole e il Centro per l'impiego. Per gli insegnanti che lavorano tutto l'anno forse si dovrebbe pensare alla regolarizzazione». Un impiegato ha usato parole di fuoco per descrivere il disagio che si prova, specialmente in simili situazioni. Insomma, flop di Internet e trionfo del classico “fila-bagarre, litigi, imprecazioni”.
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