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“Simurgh”, simbolo di pace in una scenografia all’aperto

di Chiara Bazzani
“Simurgh”, simbolo di pace in una scenografia all’aperto

La nascita dell’uccello dorato caratterizza il finale della performance che sarà al debutto. Intervista a Stefano Tè, regista dello spettacolo

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Questa sera debutta "Simurgh", il nuovo spettacolo del Teatro dei Venti, in Piazza XX Settembre dalle 21.30.

Dopo il successo del "Drago", che ha raggiunto Taiwan, la nuova produzione rimane fedele alle radici del teatro di strada, con trampoli, costumi, scenografia all'aperto, per dare vita a una nuova favola che proviene dalla tradizione araba e persiana. Per la regia di Stefano Tè e le musiche originali composte da Luca Cacciatore e Igino L. Caselgrandi, già componenti del gruppo Zambra Mora, va in scena un mito di fondazione; la vicenda narra della caduta della "città degli uccelli" in mezzo agli uomini e della nascita della loro guida Simurgh, che riuscirà a riportarli nella loro terra, quella dei sogni che diventano realtà. Il pubblico avrà modo di veder nascere davanti ai propri occhi il grande uccello mitologico, una macchina teatrale volante manipolata dagli attori in scena.

Al regista Stefano Tè abbiamo chiesto di presentare il nuovo spettacolo.

Stefano come vi siete imbattuti in questa favola mitologica che viene dal Medio Oriente? «Stavamo cercando nuove suggestioni -risponde - diverse da quelle del Drago, vicine all'elemento dell' aria. Abbiamo fatto delle ricerche fino ad arrivare a questo uccello mitologico che raggruppa più di trenta tipologie di uccelli in una. Il nostro spettacolo racchiude la bellezza e la forza che risiede nella pace. Dopo la caduta di questi uccelli sulla Terra avviene uno scontro, da cui nasce Simurgh, che è un simbolo di pace, un uccello dorato che arriverà solo alla fine della performance».

La scenografia è semplice ma di grande impatto..

«In scena ci sono due torri alte sei metri che saranno presenti nella piazza già alcune ore prima dello spettacolo. È interessante vedere l'atmosfera che si crea attorno a queste installazioni. Nell'anteprima che abbiamo fatto a Rubiera, per esempio, si avvertiva una bella attesa. Nello spettacolo poi ci saranno otto trampolieri che daranno vita alla scena».

Un altro elemento importante è la musica.

«Sì dal vivo con fantastici musicisti. Loro con la musica riescono a dare la giusta suggestione e a suggerire quel tipo di qualità dello spettacolo che è diverso dal Drago. Qui dominano gli strumenti a fiato di Luca e le percussioni di Igino che cerca un tipo di sonorità legato al volo e all'aria».

Nel Drago c'era il fuoco, qui l'aria. Farete uno spettacolo per tutti gli elementi?

«È stato un caso. L'acqua sarebbe una sfida, si può pensare di farlo in spiaggia» (ride).

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