Tentano truffa fingendosi carabinieri e operai Aimag
San Felice. I banditi si sono presentati in una villetta annunciando una fuga di gas Hanno usato una fialetta maleodorante ma il colpo è fallito e sono scappati
SAN FELICE. Si sono presentati in una villetta di Rivara, spacciandosi l’uno per tecnico rilevatore di Aimag e l’altro per carabiniere.
Il terzo complice era in un’auto, a fare da appoggio per le “mistiche” comunicazioni alla centrale operativa, attraverso la ricetrasmittente. Erano truffatori, che hanno scatenato lo scompiglio nella famiglia in via Estensi. E solo la continua richiesta di chiaimenti di marito e moglie li ha messi sulla difensiva, fino alla decisione di dileguarsi, a bordo di un’Audi A4 station wagon, di colore grigio metallizzato.
I banditi si erano forse convinti di non trovare in casa un uomo, dal momento che dal passo carraio era appena uscito il falegname.
«Ha suonato questo signore che indossava la pettorina catarifrangente e teneva in mano uno strumento - racconta Giovanni - In casa c’erano mia madre, la badante e mia moglie al piano di sopra. Quell’uomo ha detto che era stata rilevata una fuga di gas e che doveva faredei controlli. Ha iniziato ad utilizzare l’apparecchio all’ingresso, vicino al contatore, manifestando ben presto preoccupazione e parlando con un presunto collega, attraverso la ricetrasmittente. Al collega ha detto di fare intervenire il camion e la squadra con la sonda. A noi ha detto che la fuga di gas era rilevata nell’acqua, e che dovevamo aprire tutti i rubinetti dela casa, per controllare. L’ho accompagnato al piano di sopra».
E sopra la moglie che stava stirando ha seguito il falso addetto Aimag in bagno.
«Appena mi sono distratta deve avere rotto una fialetta - spiega la moglie - perchè all’improvviso ho avvertito un forte odore, che mi ha ovviamente confuso e preoccupato. L’uomo ha cominciato a dire che la perdita era rilevante, che dovevamo uscire di casa prendendo le nostre cose, specie l’oro e l’argento che avrebbero potuto ossidarsi, e poi che stava per intervenire la squadra con le sonde».
Ad insospettire la famiglia la richiesta di portare fuori i soldi, e se ci fosse per caso anche una cassetta di sicurezza.
«Ho intutito che qualcosa non andava, ho detto a quell’uomo che avrei chiamato i carabinieri. Lui per rassicurarmi mi ha fatto vedere che li chiamava lui, così mi sono ritrovato un secondo uomo in casa, con la pettorina, che si annunciava carabiniere in borghese e si rendeva disponibile ad accompagnarmi per portare fuori casa i valori che avevamo».
I due truffatori hanno insistito ancora un po’, la donna ha preso con sè la scatola della bigiotteria ma le perplessità dei residenti devono averli indotti alla “ritirata”. «Sono svaniti all’improvviso, mentre insistevo per chiamare i carabinieri in divisa», racconta Giovanni. Intanto a Rivara, sono in molti a preoccuparsi per questa situazione: «Non bastavano i ladri - conclude Giovanni, che ieri ha deciso di non desistere presentando una denuncia - ora non ti puoi più fidare, neppure di chi si presenta spacciandosi con inquietante tranquillità per altre persone» .
I due erano bassi, con accento non marcato ma non locale. »Il finto addetto Aimag - aggiunge la moglie - aveva probabilmente una parrucca con capelli ricci e neri, e forse si era anche truccato la pelle del viso». (a.setti)
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