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Diecimila visite, un solo medico in servizio

Diecimila visite, un solo medico in servizio

Il dottor Giorgio Guidetti del reparto di Audiovestibologia: «È un’eccellenza, andrebbe potenziata»

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È un reparto che effettua 10mila prestazioni all’anno per conto di tutta la Ausl di Modena, guidato da un solo medico, luminare a livello internazionale, il quale è anche presidente della Società Italiana di Vestibologia che, a novembre, darà vita per la prima volta ad un master in questa materia per creare i nuovi specialisti del settore, in collaborazione con l’università di Pavia. Questo medico si chiama Giorgio Guidetti, ed è il direttore del servizio di Audiovestibologia e Rieducazione Vestibolare per tutta Modena, con sede presso il Ramazzini. «Il numero di prestazioni che effettuo all’anno si aggira sulle 10mila insieme a tre tecnici che fanno parte direttamente del mio staff e altri tre in supporto a me e all’Otorino – spiega Guidetti – qui da me arrivano politici, attori, artisti famosi perché l’Audiovestibologia di Carpi è un fiore all’occhiello la cui buona fama, negli anni è stata riconosciuta su un territorio sempre più vasto. Al nostro servizio afferiscono persone da tutta Italia, da altri paesi europei. Annualmente organizziamo stage per collegi che provengono da tutto il mondo. Per questo occorrerebbe garantire un maggiore collegamento con il territorio corrispondente alle esigenze sempre crescenti della popolazione e all’altezza della fama del servizio che offriamo. Servirebbe un numero maggiore di addetti all’interno del reparto. Attualmente, l’unico medico per tutta Modena sono io, mentre servirebbero altri cinque medici. Inoltre, il mondo della Vestibologia negli ultimi dieci anni è cambiato abissalmente, mentre il medico di famiglia se non si aggiorna di sua iniziativa è all’oscuro di queste variazioni e non sa come usare la massimo le novità in campo diagnostico e terapeutico. Questo è terribile perché comporta sovraccarichi in strutture come il pronto soccorso, inadeguato a risolvere questi problemi, tempi lunghi per i pazienti e spese inutili a carico del sistema sanitario». Ritorna ancora una volta il confronto tra ospedali di prossimità e Baggiovara. «È evidente che l’area nord non è stata adeguatamente supportata rispetto ad altre aree. Il supporto dato a Baggiovara e Sassuolo superiore a quello che vedo qui. – conclude Guidetti – Mentre qui siamo stati in grado di portare il servizio a livelli di eccellenza: basti pensare al master che inaugureremo a novembre».

Serena Arbizzi

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