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I laureati modenesi trovano prima il lavoro

di Gabriele Farina
I laureati modenesi trovano prima il lavoro

Per oltre l’87% per cento conquistata una occupazione in meno di 12 settimane È più alta la media delle retribuzioni rispetto a quella nazionale. Le proposte

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Un piano con le aziende per aiutare i laureati a trovare lavoro. È la proposta lanciata da Angelo Andrisano alla presentazione del rapporto 2014 di AlmaLaurea. Le cifre sui nuovi occupati provenienti da Unimore sono positive, ma ...

NON DORMIRE SUGLI ALLORI - «Il quadro conferma la buona riuscita della formazione - ha detto Andrisano - ma siamo agevolati da un buon contesto, legato al nostro territorio. Quando si ottengono buoni risultati non si deve riposare sugli allori, ma puntare su continuità e miglioramento. Abbiamo avviato progetti strategici per l’anno 2014-15, il 10 presenteremo un piano triennale. Puntiamo molto su orientamento, competenze, esperienze internazionali, tutorato, stage e tirocini sul territorio per far conoscere agli studenti il lavoro e farli orientare sulla tesi di laurea. Il massimo è il “job placement” la strettissima collaborazione del mondo esterno. Spero che i dati, compatibilmente con i cicli economici, migliorino ancora».

MODENA TOP D’ITALIA - L’indagine del sedicesimo rapporto di AlmaLaurea ha coinvolto i 3.447 laureati del 2012. Hanno risposto l’87,6% degli intervistati. In media hanno trovato lavoro dopo poco meno di dodici settimane e guadagnano sui 1.060 euro mensili. Una cifra che porta l’atene al primo posto tra le università generaliste italiane, mentre per la disoccupazione (14,6%) la medaglia è d’argento: in Italia la percentuale è del 26,3%.

TRIENNALI: PIÙ PRECARI MA PIÙ CONTRATTI - I disoccupati “al primo anno” sono il 17,3% contro il 28,7% della media nazionale. Calano le retribuzioni, di sei euro a Modena, di 24 nel Paese. Il 54,8% dei laureati triennali modenesi ha già trovato lavoro a un anno della laurea (il 43,5% in Italia), il 48% prosegue gli studi e il 14% svolge le due attività. Trovare lavoro stabile è più difficile rispetto al livello nazionale (31,8% contro il 33,5%), ma c’è molto meno “nero” (il 7,5% contro il 14,9%). La retribuzione è in media di 990 euro al mese (841 in Italia), 17 euro più dell’anno prima.

CICLO UNICO: BUONI NUMERI, MA CRESCE IL NERO - Tra i laureati magistrali a ciclo unico, il 74,3% ha trovato un posto nel primo anno contro il 56,0% del livello nazionale. Nel 35,8% (35,1% in Italia) è un lavoro stabile, nel 4,9% senza contratto. Due dati positivi, non incoraggianti: l’anno prima erano il 46,1% i contratti stabili e il 2,2% gli occupati in nero. Il guadagno medio mensile è di 1.129 euro (1.082 per gli uomini, 1.105 per le donne): in regione meglio Parma.

BIENNALI: 8 SU 10 CE LA FANNO - L’80,8% di chi ha finito gli studi magistrali biennali ha trovato lavoro nel primo anno, impiegando in media 81 giorni. Negli altri atenei è il 68.2%. Guadagnano in media 1.151 euro, 37 in meno del 2011. Minore il gap tra uomini (1.248 euro) e donne (1.153 euro), i disoccupati s’attestano al 13,5% (24,1% a livello nazionale). Alto il numero dei contratti formativi (21,1% contro il 13,0% del Paese).

MEDICINA E INGEGNERIA SICURE - A un anno dalla laurea, per i nuovi medici il tasso di occupazione è al 86,7%. Bene educatori (77,3%), comunicatori (76,4%), infermieri e professionisti sanitari (75,2%) ed ingegneri (73,3%). Il rovescio sono ostetrici e radiologi (39,3% di disoccupazione), laureati in Studi linguistici e culturali (25,3%), farmacisti (20,0%) e laureati in Giurisprudenza (19,4%). Toghe in difficoltà pure a 5 anni dalla laurea, dove il 5,4% non trova lavoro. Il tasso di occupazione è al 98,1% per medici e ingegneri, al 94,5% per economisti e al 94,4% per educatori. Solo i laureati in Scienze fisiche, matematiche e informatiche (e Agraria) sono sotto il 90%.

NO AI CATTIVI MAESTRI - «La laurea serve per trovare lavoro - ha concluso Marco Sola, delegato per la Didattica - non credete ai cattivi maestri. Tuttavia, in Italia si laurea il 21% dei giovani contro il 39% della media Ocse. Una società più istruita è anche più etica. All’università di Modena negli ultimi cinque anni le immatricolazioni sono aumentate del 12,5%, percentuale di cui si sono ridotte in Italia. Gli atenei per accreditarsi all’Anvur devono ragionare e ascoltare il territorio, non solo le imprese ma tutte le strutture che offrono lavoro».

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