Mutui, tornano a salire le richieste
Modena ai primi posti in regione, prestiti per l’acquisto di case e beni di consumo
La nave degli acquisti va, o almeno ricomincia a prendere il largo dopo le burrasche economiche degli ultimi sette anni. Niente colpi di testa però, nelle compravendite di case, elettrodomestici e computer i modenesi hanno sì il primato a livello regionale ma tendono a fare rate più piccole e ad allungare nel tempo la restituzione dei fondi chiesti in prestito alle banche.
Questa almeno è la prima impressione che si ricava dall’Osservatorio Crif, l’organismo interbancario che vigila sulla solvibilità dei prestiti. Gli specialisti hanno messo in fila le cifre del primo semestre 2013, e i primi sei i di quest’anno scoprendo diverse novità.
Gli indicatori fondamentali indicano una ripresa nei mutui e nei crediti per l’intera Emilia Romagna, ma con grosse differenze tra le province.
Il dato regionale che indica una crescita più contenuta rispetto a quella italiana non deve ingannare; se tra Piacenza e Rimini il ricorso ai prestiti segna + 9 % rispetto al 14% nazionale, non va dimenticato che gli acquisti si sono rimessi in moto già l’anno scorso. A piccoli passi ovviamente, perchè tutto lascia supporre che molte delle spese avvengano per sostituire elettrodomestici e automobili o arrivati a fine vita piuttosto che la voglia del telefonino più trendy.
Acquisti più riflessivi dunque, con i modenesi che tengono i piedi ben piantati a terra ma che vanno avanti nel comprare case, tirando fuori dai salvadanai cifre più alte. Una conferma? Reggio, Parma e Modena guidano la classifica, rispettivamente con +26,9%, + 22 % e + 11,7%; poi Bologna 10,5% chiude la crecita a due cifre. Quando però si passa dalle percentuali alle cifre assolute la musica cambia. Bologna svetta per l’importo medio dei singoli mutui: 141 mila euro l’uno, seguita a ruota da Modena con 136. Parma e Reggio sono a distanza, rispettivamente con 128 mila e 121 mila.
Una spiegazione possibile? Il diverso costo del mattone al metro quadrato che riflette i valori immobiliari in regione.
Ma se questi sono i valori dell’acquisto delle case, le cifre per il credito al consumo sono ancora più significative. L’Emilia segue il trend nazionale con la diminuzione di richieste; segno che nel corpo dell’econonomia circola un poco di contante in più. Sempre, ovviamente, nelle zone e nei distretti industriali dove l’apparato produttivo ha agganciato la ripresa delle economie più forti. E anche qui Modena dimostra che di fieno in cascina ce n’è abbastanza, nonostante la ferita gravissima dei 50 mila disoccupati, licenziati, in cassa integrazione e giovani con contratti part time o in nero che gli osservatori economici danno come acquisiti negli ultimi anni.
Bene, i prestiti finalizzati agli acquisti dei beni di consumo sono calati: Ravenna, Modena e Bologna mantengono il primato del calo, rispettivamente con -15%, -14,2% e -14,6%. Nel caso della città romagnola però potrebbe aver pesato anche una vera e propria contrazione economica, confermata da vari indicatori.
Da ultimo non vanno dimenticati i dati sui prestiti personali e che sono la spia più importante della salute e della sofferenza economica di una regione. Servono, ad esempio, per pagare acquisti che non sono transitati necessariamente dalle banche: in tutta la Regione si aggirano attorno ai 10 mila euro. Forlì supera di poco gli 11 mila , seguita da Modena a 10.992 e a seguire tutti gli altri. (s.c.)
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