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«Parchi nell’abbandono Mancano bar e servizi»

di Rino Filippin
«Parchi nell’abbandono Mancano bar e servizi»

I cittadini si rivolgono al sindaco: «In estate potrebbero essere la meta ideale ma i chioschi sono nel degrado e non ci sono bagni: la fruibilità è compromessa»

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Tre parchi “fotocopia”, potenzialmente belli ma con tanto da fare dal punto di vista della manutenzione e della fruibilità. Stiamo parlando delle aree verdi della “Resistenza”, delle “Rimembranze” e “Pertini”; tradotto, per chi non ricorda i nomi, si tratta del parco di fronte al cimitero, del parco di fronte all’ospedale e del parco di via Bollitora.

Sono grandi polmoni verdi dove d’estate si riversano bimbi, mamme e nonni. Purtroppo le condizioni dei tre parchi non sono all’altezza di una città come la nostra. Intanto una cosa li accomuna: la mancanza dei servizi igienici. Come ci si arrangia? Semplice, appartandosi dietro alberi, arbusti e cabine dell’Enel (è il caso del parco dell’ospedale). Poi i servizi di ristoro. Al parco del cimitero c’era “il Baffo”, ma ha chiuso e adesso il chiosco è in uno stato d’abbandono evidente. «Per quest’anno - dice Bianca Bonfatti, pensionata - credo resterà chiuso. È un peccato perché era piacevole secersi a tavolino e gustare un gelato, una bibita. Senza contare che erano disponibili anche i bagni. Il Comune dovrebbe porre rimedio a questa situazione. Io - conclude - fossi nel sindaco darei qualche forma di sgravio a chi si prende il carico il chiosco: in fondo è un servizio pubblico”.

Fino a qualche mese fa nel parco della Resistenza di viale Dei Cipressi, per quanto riguarda i servizi, ci si poteva servire di quelli annessi al cimitero, ma da mesi, ci dicono, sono in restauro. I due bagni autopulenti, invece, sono diventati “opere d’arte” create dai graffitari. Sono chiusi da tanto tempo che i loro tetti si sono trasformati in spazi verdi piene di erbacce.

«Io sono sempre disponibile ad aiutare chi ha bisogno - dice Clementina Frattolillo, titolare del chiosco dei fiori - ma il nostro bagno è privato e non sarebbe consentito farlo utilizzare dai passanti. A volte però facciamo un’eccezione, soprattutto quando si tratta di anziani o disabili».

Il problema non si presenta al parco Pertini, dove di chioschi proprio non ce ne sono. «Le criticità - dice il nonno Raffaele Di Girolamo - sono numerose: spesso l’erba è alta, mancano i bagno, a meno che uno non si faccia 300 metri per andare al bar, le giostrine sono pochissime». Anche i gestori delle reti elastiche sono sulla stessa lunghezza d’onda: «Quando i genitori - commentano - ci chiedono dove sono i servizi igienici allarghiamo le braccia». Al parco delle Rimembranze, di fronte all’ospedale, la vecchia “baracchina” delle cocomere è ridotta a baracca fatiscente. Il problema dei topi, che fino a pochi giorni fa abbondavano, è stato risolto con una derattizzazione ma resta l’immagine di un punto degradato. Così di giorno nessun servizio ristoro funziona nell’area. Fino a qualche anno fa il bar della struttura interna era aperto da mattina a sera, oggi, invece, resta aperto solo il ristorante per la cena.

«Dove c’erano i bagni - dice Fernando Preti - oggi c’è la cucina del ristorante. È assurdo che il parco storico della città sia in queste condizioni».

«Io - commenta un altro pensionato, Duilio Salati - inviterei il sindaco Bellelli a visitare il parco, forse così si renderebbe conto della situazione. Abbiamo letto nelle sue dichiarazioni elettorali che avrebbe reso più bella la città. Speriamo che incominci presto». «Io - dice Mirco Corsi con un battuta - quando devo andare in bagno vado a casa: abito vicino». Chiara Gibertini, che gestisce le reti elastiche, sarebbe disponibile a valutare la possibilità di gestire servizi igienici mobili: «Aspetto che si faccia avanti il Comune».

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