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Al Luosi si riparte da ricerca e aziende

di Giovanni Vassallo
Al Luosi si riparte da ricerca e aziende

In settembre rientro in via Barozzi col corso del biomedicale Per il Galilei occorre attendere il 2016, serviranno 10 milioni

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MIRANDOLA. Novità in vista per le scuole superiori. Nel momento in cui Luosi, Galilei e Pico dopo il sisma si trasferirono in via 29 maggio, si pensò subito ad una soluzione provvisoria e iniziarono così i primi ragionamenti per un celere rientro in una sede definitiva. Ora questa volontà è rimasta, ma la costruzione del nuovo tecnopolo (che dovrebbe inaugurare entro fine estate) proprio nei pressi degli istituti scolastici rimescola le carte e ne rivaluta la posizione strategica in vista di una futura collaborazione con il mondo del lavoro. Il Luosi si è già attivato per non farsi scappare questa possibilità.

«Il nostro obiettivo sarà sperimentare il modello della formazione per competenze, ormai consolidato in Germania – spiega il dirigente scolastico Giorgio Siena – Secondo tale modello gli istituti svolgono un ruolo attivo nella formazione professionale, fungendo da trait d’union e offrendo corsi di specializzazione alternativi all’università in seguito ai quali sarà più facile immettersi nel mondo del lavoro».

Il rientro nella sede di via Barozzi, sulla quale è ormai completato l’intervento a livello strutturale (raggiunta l’antisismicità del 100%), è previsto per settembre e permetterà di liberare alcuni spazi che verranno destinati alle prime embrionali attività di ricerca. Proprio nelle aule di via 29 maggio ad ottobre prenderà il via il progetto Its, un nuovo corso di formazione biennale dedicato agli studenti che vorranno specializzarsi nel biomedicale, in modo da rafforzare la partnership con il tecnopolo che fa proprio del biomedicale e delle nanotecnologie le proprie attività cardine. In Emilia esperimenti del genere si sono già verificati, ma sempre in grandi città: questa è la prima volta in assoluto che un progetto di tale rilevanza, soprattutto alla luce dell’inserimento graduale dei giovani nel mondo del lavoro, prende vita in provincia. Intanto lavoriamo per rendere più fruibili gli spazi della nuova sede di via Barozzi.

«Immagino una scuola a misura di studenti, dove prende sempre più piede il modello “smart school”, al fine di avere un istituto all’avanguardia dal punto di vista delle nuove tecnologie e con spazi comuni in modo da favorire le attività di gruppo – prosegue Siena – Il modello banchi-cattedra non verrà accantonato, ma affiancato da metodi di studio alternativi in modo da provarne la compatibilità con le tradizionali modalità di apprendimento».

Per il Galilei invece occorrerà attendere: ad inizio 2015 prenderanno il via i lavori per la ricostruzione della nuova sede, e serviranno non meno di 10 milioni di euro. Il nuovo Galilei in ogni caso non sarà operativo prima del 2016- 2017.

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