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Controlli choc: è illegale più della metà dei cantieri

Controlli choc: è illegale più della metà dei cantieri

La denuncia di Zavatti, Cgil, alla luce dei dati del ministero: «Il boom in edilizia» «Eppure le ispezioni sono crollate: tre anni fa furono 1768, ora 287 in tre mesi»

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Se a Modena si vuole il trionfo dell’illegalità economica e fiscale allora si deve continuare così, diminuendo i controlli nei cantieri e nei posti di lavoro. Perché è dimostrato che più si controlla più le magagne affiorano (a Modena la metà dei controlli ha dato esito positivo). E non è solo un modo di dire, sono gli stessi numeri a parlare. In Emilia Romagna l’anno scorso e in questi sei mesi le ispezioni effettuate superano la media nazionale: 11.715 nell'intero anno scorso, col 44% di illeciti rilevati e che sale al 59% nel primo trimestre di quest'anno. Siamo al quinto posto per attività ispettiva ma siamo al quarto posto per evasione, con un “imponibile accertato" di ben 38,28 milioni di euro.

Nonostante i numeri dimostrino quanto detto all’inizio, a Modena, e anche negli altri centri colpiti dal terremoto, i controlli sono in picchiata. Da qui l’allarme lanciato dal Cgil di Modena per opera di Franco Zavatti, il coordinatore regionale che si occupa di legalità e sicurezza per il sindacato.

«Organizzare la nostra pubblica amministrazione per qualificare le capacità ispettive non è maggiore spesa, bensì un investimento economico, sociale e civile - sostiene Zavatti - il lavoro irregolare è furto del salario, della sicurezza e della pensione per i lavoratori; è umiliazione per chi è costretto a trasferirsi nell'esercito delle partite Iva o dei falsi soci di cooperative spurie; è furto fiscale che poi colpisce ogni cittadino; è concorrenza dannosa per le imprese in regola».

Zavatti infatti ha analizzato i dati più recenti forniti dal Ministero del Lavoro relativi alle attività ispettive nei cantieri e nei posti di lavoro. L a preoccupazione è evidente, anche alla luce dei tagli effettuati proprio nel settore dei controlli. «Partiamo dai numeri modenesi. Se nel 2011 furono eseguite 1.768 visite ispettive, nel 2012 sono scese a 1.503, lo scorso 2013 più giù a 1.356 e nel primo trimestre 2014 sono state 287. Una discesa netta e lineare, purtroppo del tutto indifferente al picco dell’emergenza post sisma, con i circa 14mila edifici danneggiati e l'avvio dei lavori di ripristino e ricostruzione che determinerà una situazione davvero straordinaria e qui concentrata».

E infatti ecco che i dati, ancora una volta, parlano chiaro. «Il quadro dei dati regionali si impenna nei territori delle quattro province colpite dal terremoto - spiega Zavatti - in particolare, Modena mostra un 50% di illeciti contestati rispetto ai controlli fatti nelle aziende nel 2013 e con 2,8 milioni di imponibile evaso, percentuale che balza al 69% nel primo trimestre di quest’anno con 1,26 milioni di euro evasi». E non ride nemmeno Reggio, col 57% di illeciti e 6,8 milioni nello scorso anno ed il 75% nell'ultimo trimestre. Ancora un altro primato per Modena, sottolinea Zavatti: «I controlli ispettivi segnalano inoltre una specificità per la provincia modenese: è l'unica in tutta la regione dove gli illeciti verificati nel settore dell'edilizia superano quelli riscontrati nell'industria, terziario ed agricoltura. Inoltre, un inaccettabile 61,2% di posizioni di lavoratori modenesi controllati, risultano vittime di irregolarità: prevalentemente lavoro nero, somministrazione illecita di mano d'opera, fasulle partite Iva».

Per Zavatti sono necessari interventi concreti: «appalti, forniture, acquisti e servizi, vanno obbligatoriamente riorganizzati a dimensione sovra-comunale. Nelle unioni comunali vanno dimensionati gli interventi sulla sicurezza dei cittadini, la legalità fiscale ed i controlli sulla regolarità del lavoro e nei luoghi di lavoro».

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