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Gli sportivi che esasperano la cura

Gli sportivi che esasperano la cura

La tendenza è questa: abusare di farmaci leciti anche per motivi banali

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Dopo il report pubblicato lo scorso 23 giugno, il Ministero della Salute ha inviato al Parlamento la relazione sullo stato di attuazione della legge di contrasto al doping .

Dall’analisi dei dati relativi alle preparazioni galeniche dichiarate dai farmacisti nel 2013, è risultato un aumento delle preparazioni allestite in farmacia e comunicate al Ministero della salute.

La Commissione, attraverso il sistema informativo Reporting System Doping Antidoping, realizzato in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, ha poi svolto anche per il 2013 una elaborazione dei dati sull’uso dei farmaci consentiti, in base alle dichiarazioni rese dagli atleti sottoposti ai controlli antidoping.

I dati riferiti hanno confermato la tendenza dei praticanti l’attività sportiva ad assumere grandi quantità di farmaci non vietati per doping e di prodotti salutistici.

Infatti, il 69,4% degli atleti sottoposti a controllo ha dichiarato di aver assunto prodotti farmaceutici (compresi prodotti omeopatici) e prodotti cosiddetti salutistici (vitamine, sali minerali, aminoacidi, integratori). Fra i primi, si conferma che la categoria di farmaci più usati e dichiarati sono i Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS) con una percentuale del 40,9% dei casi. Fra i secondi, i prodotti maggiormente utilizzati sono gli integratori (62,3% dei casi) ed i Sali minerali (13,6 % dei casi).

Questa assunzione di farmaci risulta "raramente giustificata da valide motivazioni e indicazioni terapeutiche". "Esiste in ogni caso il rischio di comparsa di reazioni avverse, soprattutto quando tali sostanze vengono assunte con modalità e dosaggi diversi da quelli terapeutici o consigliati - si legge nella relazione - considerato anche che durante lo svolgimento di una attività atletica agonistica è spesso presente un aumento della frequenza cardiaca, respiratoria, nonché del metabolismo endogeno, oltre a possibili condizioni di disidratazione. Infatti, l’impegno sportivo determina risposte fisiologiche acute, cardiovascolari, respiratorie, metaboliche ed eventuali condizioni di disidratazione, che possono alterare gli effetti dei farmaci (farmacodinamica) e il loro percorso nell’organismo (farmacocinetica)».

La Commissione ha avviato anche specifiche iniziative finalizzate alla formazione attraverso corsi indirizzati in particolare ha stipulato una convenzione con l’Istituto superiore di sanità per lo svolgimento di un Corso Master FAD “La tutela della salute nelle attività sportive e la prevenzione del doping” al fine di formare i professionisti sanitari su tematiche inerenti la prevenzione del doping e la tutela della salute nelle attività sportive. Basterà in uno stato, l’Italia, in cui l’ente che sovrintende l’antidoping, il Coni, regola anche lo sport? (d.b.)

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