I ciclisti si ribellano al divieto di pedalare nelle valli
Quando ieri la Provincia ha diramato la disposizione che la strada provinciale 7 era chiusa alle “due ruote” da Pavignane fino alla località Luia è stata quasi una rivolta
Quando ieri la Provincia ha diramato la disposizione che la strada provinciale 7 era chiusa alle “due ruote” da Pavignane fino alla località Luia per le precarie condizioni del manto stradale, è scattata una specie di rivoluzione.
«Percorriamo da trent’anni questa strada, con gruppi di cicloamatori anche numerosi, specie alle 18.30 di sera - spiega il referente del gruppo di wats-up che ha raccolto molte proteste - E da trent’anni le condizioni di questa strada restano in pessimo stato. Detto che dunque non è cambiato nulla, costringerci a percorrere la provinciale per Mirandola o quella che da San Felice va verso Finale, perchè di questo si tratta, è palesemente una soluzione peggiore, in qjuanto si tratta di strade altamente frequentate, specie all’uscita del lavoro, e quindi molto più pericolose per tutti, certamente per i ciclisti. A noi il provvedimento suona comne un tentativo di deresponsabilizzarsi, perchè evidemntemente qualcuno si sarà lamentato. Percorreremo la strada, quando si decideranno a sistemarla potranno chiuderla con buona ragione, ma non penalizzino i ciclisti, aumentando il rischio di riversarli da una strada poco frequentata ad altre».
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