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Minoranze: «Sgp, no a maxi aliquote fiscali»

Minoranze: «Sgp, no a maxi aliquote fiscali»

Centrodestra e 5 Stelle: «Errore portarle al massimo per salvare la società». Stasera consiglio decisivo

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Si prevede ancora battaglia in consiglio comunale, nella seduta di stasera dopo che già nell'incontro di mercoledì il sindaco e l'opposizione si erano pungolati sul tema del giorno: Sgp. Al centro della seduta il piano concordatario che deve essere consegnato al tribunale di Modena entro il 9 luglio, e che, dopo essere stato predisposto dall'amministratore delgato di Sgp, Corrado Cavallini, a poche settimane dalle elezioni, è stato parzialmente modificato dal neo sindaco Claudio Pistoni. Le modifiche prevedono di fatto tre clausole che condizionano la legittimità e validità del piano, che stasera sarà discusso e votato. Scontata sia l'approvazione (probabilmente con una maggioranza allargata) sia le polemiche. «Il piano presentato – ha affermato Claudio Corrado, ex assessore della giunta Caselli e oggi consigliere della civica “Sassolesi” - rispecchia nei contenuti e nelle procedure adottate, quello elaborato dalla precedente amministrazione». Dal centrodestra arrivano anche le perplessità di Claudia Severi. «Genera sofferenza e preoccupazione – spiega l'esponente forzista - vedere le aliquote fiscali portate ai massimi storici. Comprendiamo le difficoltà di Sgp ma chiediamo all’amministrazione di tenere conto degli effetti di una tale decisione sui sassolesi». Sullo stesso piano anche le dichiarazioni dei 5 stelle, per la prima volta nell'emiciclo di via Pretorio. «Non è ancora chiaro – ha affermato Silvano Rutigliano - quanto questo piano si discosti da quello che avevamo visto ed esaminato in campagna elettorale. Siamo di fronte ad una situazione di emergenza che chiede da parte nostra una tolleranza forte, ma fino a quando sarà necessario mantenere le aliquote fiscali al massimo?». Nella seduta di martedì acceso era stato lo scambio di battute tra l'ex sindaco Luca Caselli e il suo successore. «Ho dei seri dubbi – aveva detto Caselli - sull'applicabilità al caso sassolese delle deroghe del consiglio dei ministri, che comunque auspichiamo. La presentazione di questo piano, che ben conosco, dimostra che abbiamo lavorato bene». Replica piccata del neo-sindaco che aveva ribattuto con stizza: «va bene la collaborazione che Caselli chiede ma qui non possiamo metterci a parlare del concordato come di una cosa caduta dal cielo. Io non lo avrei mai fatto ma la decisione era stata presa perché si era sull'orlo del baratro e non vi erano i margini di tempo per apportare modifiche importanti. Caselli non può non assumersi le proprie responsabilità. Noi ce le assumiamo, e speriamo, con questo concordato rivisto, di arrivare, tra alcuni mesi a normalizzare la situazione, apportando ulteriori modifiche, importanti e necessarie».

Andrea Gilioli

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