Nas in campo, il problema è il web
Su internet viaggia ancora una quantità consistente di sostanze
L’aumento del fenomeno è senz’altro legato al commercio legale (e al consumo sempre più frequente) di farmaci e integratori assunti per migliorare le prestazioni sportive o per alterare lo stesso aspetto fisico. Passare da queste sostanze ai farmaci dopanti veri e propri non è difficile. L’istituto superiore di sanità ha creato il “Reparto farmacodipendenza, tossicodipendenza e doping” proprio allo scopo di mettere un freno a questo fenomeno tra gli amatori. A peggiorare la situazione c’è evidentemente anche la vendita di farmaci su internet: non è un segreto che esistano vere e proprie organizzazioni criminali che utilizzano la rete ai fini di spaccio.
Una delle più grandi operazioni contro il doping diffuso attraverso il web è avvenuta qualche anno e ne parla il professor Alessandro Donati nel suo rapporto per l’associazione Libera: «I trafficanti statunitensi vi hanno esercitato una posizione centrale e il valore complessivo del traffico è stato stimato in 139 milioni di dollari dei quali 35 milioni imputabili alle sostanze e ai farmaci doping. Il numero di dosi trafficato è stimabile in 55 milioni di dosi 9. È stato arrestato un medico che gestiva un rilevante giro di ricette false per l’acquisto a scopo di doping dell’ormone della crescita. In soli sei mesi aveva rilasciato 3.879 false ricette a clienti di una sola ristretta zona intorno alla piccola città di Scottsdale». Questo basta per capire come ci sia libertà di agire, come sia facile e allo stesso tempo come i controlli, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, siano complessi.
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