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Savino: «La nuova moda è iniettarsi l’olio Synthol»

di Davide Berti
Savino: «La nuova moda è iniettarsi l’olio Synthol»

Il medico modenese ai vertici della lotta al doping tra aneddoti e curiosità: «Mi videro ad una gara ciclistica, metà gruppo scappò... Dobbiamo educare»

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È giovane, ma ormai ne ha viste e sentite , come si dice, “di ogni...”.

Fare il medico ed occuparsi di doping apre un mondo. Gustavo Savino, medico sportivo, è anche uno dei punti di forza del centro regionale antidoping che ha in Modena il suo nucleo nevralgico.

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L’ultima ricerca pubblicata qualche giorno fa dal Ministero della Salute certo non lo stupisce: «L’aumento dei casi tra gli amatori? È il segreto di Pulcinella. Se volete vi racconto quando venni mandato ad una gara ciclista per poter analizzare chi, solo attraverso il suo consenso, avrebbe poi messo a disposizione i propri dati».

Racconti.

«Semplice: metà gruppo se ne è andato dalla gara».

Cosa significa?

«Non significa assolutamente che quelle persone fossero dopate. Significa mancanza totale di cultura. È quello per cui mi batto tutti i giorni».

Qual è il suo ruolo nella lotta al doping?

«Lavorando nel centro regionale abbiamo una filosofia che va proprio nella direzione che ritengo sia alla base di tutto: educare alle buone pratiche per la salute. E il doping non lo è. Prima di cercare il farmaco dopante occorre far capire che farne uso è gravemente nocivo per il proprio corpo. Così andiamo nelle scuole, abbiamo un servizio che prima era il telefono e oggi è internet per dare risposte 24 ore su 24 a chi ha dubbi: atleti, dirigenti, medici, studenti. Ci fanno tante domande. Poi affianchiamo i Nas nelle loro operazioni».

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In quale veste?

«Di consulenza farmacologica per capire la composizione si pastiglie anonime che vengono rinvenute nei sequestri. In questo è fondamentale anche l’apporto della Farmacologia Forense della Medicina Legale del Policlinico».

Dove sta andando il doping?

«Magari saperlo. Nel senso che chi studia il doping è sempre più avanti di chi studia l’antidoping. Oggi la nuova frontiera è il doping genetico: attraverso l’ingegneria genetica si studia come agire sul dna per cambiare le prestazioni di una persona. Pazzesco. E lì non ci potranno essere esami di sangue e urine rivelatori».

L’ultimo caso di cui si è occupato?

«La nuova moda è il Synthol. È un olio, di origine minerale, che i culturisti usano per lubrificarsi. Da qualche tempo hanno deciso anche di iniettarselo nei muscoli per gonfiarli artificialmente. E ogni tre mesi se lo iniettano. Ma è dannoso per l’organismo, manda in necrosi le cellule, si può morire o restare menomati. Tutto solo per sembrare più possenti».

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Cosa vuol dire ad un atleta?

«Che chi si fa del male da solo è un coglione. E lo aiuterei a sfatare il mito delle medicine che fanno stare meglio quando non si hanno patologie. Antinfiammatori e integratori dati come acqua per qualunque cosa. Io prescrivo ancora spremuta d’arance e Parmigiano...».

@dvdberti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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