Il consiglio comunale guarda al portafoglio: 40mila euro in 6 mesi
Assegnate le risorse ai gruppi e stabilite le regole da seguire: i fondi non potranno finanziare spese degli organi di partito
Il consiglio comunale ha approvato all’unanimità la delibera presentata dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli per l’assegnazione delle risorse finanziarie ai gruppi consiliari per i prossimi sei mesi del 2014. Le risorse, destinate al funzionamento dei gruppi consiliari, ammontano complessivamente a 39.900 euro, cifra corrispondente ai sei dodicesimi dello stanziamento di bilancio previsto per l’anno in corso, pari a 79.800 euro.
Tra quota fissa per gruppo (2.493 euro a gruppo) e quota variabile secondo il numero dei componenti di ciascun gruppo (623 euro a consigliere), al Pd, con 19 consiglieri, andranno 14.339 euro, al Movimento 5 stelle, con cinque consiglieri, 5.610 euro, a FI e a Per me Modena, rispettivamente con due consiglieri, 3.740 euro, a CambiaModena, Ncd, Sel e Udc, tutti composti da un solo consigliere, 3.117 euro ciascuno.
Insieme alla delibera è stato approvato un disciplinare, allegato alla delibera, sull’utilizzo di risorse finanziarie da parte dei gruppi consiliari e sulla procedura di attribuzione dei fondi.
Durante la trattazione, il consigliere Andrea Galli di FI ha proposto una riduzione dei fondi a disposizione dei gruppi e un trasferimento delle quote risparmiate all’ampliamento delle aree wi-fi libere di scuole, biblioteche e spazi pubblici modenesi. Francesco Rocco del Pd ha ricordato come già in sede di bilancio revisionale è stata presentata e approvata tale proposta. Sul tema sono intervenuti anche Adriana Querzé, capogruppo di Per me Modena, e Paolo Trande, capogruppo del Pd che hanno espresso condivisione per la finalità ma hanno proposto di affrontare il tema in sede di discussione di bilancio o di variazione di bilancio, eventualmente nella competente Commissione consiliare. Anche il consigliere Galli ha concordato su tale modalità.
Queste le principali tipologie di spesa ammesse con i fondi destinati al funzionamento dei gruppi consiliari: spese per iniziative pubbliche politico-istituzionali organizzate dal gruppo consiliare sul territorio comunale, spese di affitto sale per riunioni e incontri, spese di aggiornamento, studio e documentazione di interesse connesso all’espletazione del mandato. Ma anche spese per la partecipazione a iniziative organizzate da terzi, spese di cancelleria, per la produzione di stampati, di corrispondenza, telefoniche e per l’acquisto di beni, servizi e attrezzature necessarie.
Per ciascuna iniziativa, i consiglieri dovranno tenere adeguata documentazione da allegare al rendiconto insieme a una scheda di presentazione della stessa. Scontrini e ricevute di ristoranti dovranno avere allegata un’apposita dichiarazione che ne attesti il collegamento con lo svolgimento di precise attività politiche riconducibili al ruolo istituzionale del gruppo, mentre i beni durevoli acquistati dovranno essere registrati e, al termine del mandato, passeranno direttamente al patrimonio comunale, salvo riscatto al valore di mercato del bene.
Non sono ammesse al rimborso, invece, spese di carattere personale, a favore di familiari o società in cui essi siano titolari o soci, erogazioni di denaro per beneficenza o sottoscrizioni, acquisti di beni per concorsi a premi o simili. I fondi non potranno essere utilizzati per finanziare direttamente o indirettamente le spese di funzionamento degli organi di partito o movimento politico.
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