Map, a Concordia smobilitazione al palo
Finora liberati soltanto sei container. Si attende la ristrutturazione di palazzo Bonomi. E intanto è già scontro politico
CONCORDIA. Passano i giorni, ma la questione Map rimane sempre di stretta attualità in quasi tutti i paesi del cratere. Iniziano a circolare le voci sui primi smantellamenti, ma in linea generale lo svuotamento procede a rilento per oggettive difficoltà. A Concordia, ad esempio, la situazione per due anni è rimasta sostanzialmente inalterata (94 prefabbricati, per un totale di circa 270 persone ospitate), e solo pochi giorni fa c’è stato un primo segnale positivo con lo svuotamento di 6 moduli.
«Certo non si tratta di un grande numero, ma per noi rappresenta un importante passo in avanti - spiega l’assessore Angela Bozzoli - Ora l’intenzione è quella di liberare il maggior numero di Map per poi procedere con i primi smantellamenti».
D’altro canto è però vero che siamo ancora lontani dall’idea di uno sgombero totale dell’area, e l’opposizione non lesina critiche sulle modalità di gestione dell’intera vicenda. «Alcuni alloggi sarebbero già disponibili ma non vengono sfruttati - attacca il consigliere di minoranza Riccardo Zanini - Mi riferisco ad esempio a palazzo Bonomi, acquistato nel lontano 30 dicembre e a sei mesi di distanza ancora inesorabilmente vuoto. Alla luce del notevole esborso per le casse comunali occorrerebbe verificare se tale ritardo sia dovuto a lungaggini burocratiche oppure alla volontà di alcuni abitanti che preferiscono stare nei Map, dove si pagano solo le utenze, piuttosto che trasferirsi nei nuovi alloggi, dove è richiesto il pagamento di un benché minimo affitto. Di certo il silenzio dell'amministrazione sul tema è preoccupante».
«Per quanto riguarda palazzo Bonomi ormai ci siamo: i tempi sono stati lunghi perché l’edificio si presentava in non perfette condizioni ed è stato necessario svolgere alcuni lavori - replica Bozzoli - L’assegnazione delle 12 unità immobiliari seguirà determinati requisiti di reddito e terrà conto del numero dei componenti della famiglia, in modo da privilegiare i nuclei ridotti al fine di liberare sul mercato appartamenti più grandi per gli abitanti dei container».
Il bando per l’assegnazione degli alloggi popolari è scaduto il 27 giugno e si farà dunque riferimento alla graduatoria, all’interno della quale non è detto che rientrino anche gli abitanti dei Map. Servirà tempo anche per l’acquisto delle altre unità abitative: «I fondi regionali ci sono e assicuro che verranno usati - ribadisce Bozzoli, riferendosi al milione di euro utilizzabili per acquistare alloggi da mettere a disposizione dei più indigenti - Occorreranno però mesi prima che tali unità diventino operative, in quanto serve una valutazione preliminare dei criteri di assegnazione caso per caso: nei Map vivono sia proprietari di abitazione che aspettano la conclusione dei lavori per rientrare in casa, sia persone prive di domicilio e soprattutto di reddito. In linea generale saranno questi ad avere la priorità».
L’acquisto dei nuovi alloggi va verso un progressivo svuotamento, ma è anche vero che i moduli interessati saranno non più di cinque. Per lo smantellamento definitivo occorrerà aspettare almeno due anni: molto dipenderà anche dalla velocità con cui termineranno i cantieri in paese.
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