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Policlinico, viaggio nei cantieri «Tra due anni ospedale nuovo»

di Davide Berti
Policlinico, viaggio nei cantieri «Tra due anni ospedale nuovo»

Le parti da consolidare e riqualificare si sono ridotte da 28 a 10, ma c’è ancora tanto da fare Il direttore Licia Petropulacos: «Siamo tornati ai livelli di assistenza del 2011 e il merito è di tutti»

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Luglio 2014. A due anni dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia siamo entrati nei cantieri della struttura che più di tutte, a Modena, ha sofferto: il Policlinico. L’ospedale nel cuore della città è ora uno tra i cantieri più complessi mai realizzati: il servizio ai pazienti non si è mai interrotto, l’ospedale, con tutte le difficoltà del caso, ha sempre continuato a funzionare. Il problema, spesso, è più visivo che effettivo: ponteggi, colonne rifatte, reparti spostati dalla loro sede originaria, tanti operai quanti medici. Oggi, dopo i primi due anni di lavori, è tornato ai livelli pre-sisma: «Prendendo come dato comparativo quello dei primi sei mesi del 2011 - spiega il direttore generale Licia Petropulacos - possiamo dire che quest’anno abbiamo raggiunto gli stessi livelli di assistenza in un ospedale che, sebbene ancora in via di ricostruzione, è molto più sicuro.

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Con la riapertura della cardiologia, calcolando anche che il dato medio regionale parla di un calo nei ricoveri di circa il 3 per cento, possiamo direi che ci discostiamo da quel periodo solo del 5 per cento. È merito di tutti i dipendenti, di ogni settore e con qualsiasi compito, che si sono adattate a lavorare in situazioni di forte disagio. E merito dei pazienti che ci hanno dato fiducia».

I CANTIERI

Dei 28 cantieri attivi a dicembre 2013, diciotto erano stati finanziati dal Fondo di Solidarietà Europea (Fse) e di questi solamente uno è ancora attivo ed è l’unico per il quale, per motivi di tempo, il finanziamento non è stato totale. Dei 17 cantieri terminati, solamente quattro, per ora, hanno ricompreso anche la fase di finitura riconsegnando aree pronte per essere utilizzate. Si tratta di tre piani dell’edificio G, che ospita funzioni didattiche e di ricerca e dell’area che ospita la nuova radiologia. Per le altre 13 sono state realizzate le opere di riparazione dei danni e il miglioramento sismico. Ora resta il completamente del miglioramento sismico, manca la fase a carico delle componenti non strutturali e le finiture per poter rendere funzionali e definitive le strutture interessate. Per i rimanenti dieci cantieri ancora aperti, non finanziati dal fondo europeo, sei sono ancora attivi, in un caso solo per uno stralcio, e quattro sono terminati, per la parte di riparazione e miglioramento sismico, ma si tratta ancora di aree al grezzo che devono essere ripristinate perché ne sia permesso il riutilizzo.

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I FINANZIAMENTI

L’ordinanza regionale che assegna i finanziamenti per la ricostruzione prevede per il Policlinico una assegnazione che ancora manca di circa 35 milioni di euro. Di questi, dieci milioni circa sono dedicati alla nuova palazzina materno infantile, mentre i restanti 25 milioni sono destinati al completamento dei lavori di adeguamento sismico e di finitura delle 20 aree al grezzo unitamente ad altri 4,4 milioni di euro.

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«Se i 4,4 milioni di euro sono già disponibili - spiega Petropulacos - per i restanti 35 sono in corso contatti positivi con le strutture regionali per arrivare all’effettiva erogazione dei fondi assegnati. Nel caso del Policlinico, vista la complessità e la rilevanza del caso, tale percorso viene affrontato con particolare attenzione e rigore da parte di tutti i soggetti coinvolti, e se questo non riduce i tempi, certo va a tutela della trasparenza e correttezza delle procedure. Per portare a termine la riqualificazione occorreranno altri 23 milioni di euro».

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IL FUTURO

Per la Petropulacosa la sfida non è ancora vinta, le notti sono ancora insonni e certamente le notizie di cronaca degli ultimi tempi non aiutano a lavorare in un clima di serenità: «Io dico sempre per prima cosa che i pazienti qui possono stare sicuri. Gli ultimi episodi legati agli appalti non riguardano la gestione di tutti questi lavori, che abbiamo dovuto mettere in piedi in meno di un anno (da maggio 2012 a febbraio 2013) ed eseguire in dieci mesi per avere i finanziamenti europei (da febbraio a dicembre 2013). Poi ne resta ancora una fetta consistente grazie ai soldi della Regione.

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Per questo dobbiamo guardare avanti con ottimismo sapendo che il programma dei tempi da rispettare è faticoso. Entro due anni avremo un Policlinico completamente rinnovato, che forse solo nella parte che riguarderà le facciate sarà ancora da completare. Sarà un ospedale nuovo in tutto e per tutto, perché i lavori che si stanno facendo lo rendono al passo coi tempi, sicuro sia dal punto di vista strutturale che della degenza».

@dvdberti

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