Gazzetta di Modena

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Stupro di gruppo, indagini chiuse

Il pm notifica agli indagati l’avviso che conferma le violenze alla 16enne liceale

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Il pubblico ministero Maria Angela Sighicelli ha notificato l’avviso di fine indagini ai giovani indagati per lo stupro della liceale 16enne.

A nemmeno un anno dalla denuncia, che risale all’agosto dello scorso anno, la Procura ritiene consolidate le accuse della prima ora, e contesta a tutti e cinque i giovani i reati per i quali erano stati indagati. Ora avranno venti giorni di tempo per presentare eventuali osservazioni, altrimenti si va dritti verso la richiesta di rinvio a giudizio.

Come si ricorderà, il procedimento si è già sviluppato anche oltre la fase delle indagini. Nei mesi scorsi per cinque ore la liceale modenese ha raccontato al giudice la violenza sessuale che sostiene di aver subito da tre coetanei, aiutati da due loro amici, la notte del 9 agosto dopo una serata a bordo piscina in una villa. Una deposizione drammatica, nel corso dell'incidente probatorio condotto dal gup Maria Teresa Magno, che ha rappresentato una prima anticipazione del processo.

La ragazza ha ripercorso in ogni dettaglio la serata e la triplice aggressione sessuale riferendo nomi, fatti e circostanze così come li aveva esposti nel corso della denuncia videorirpesa dai carabinieri alcuni giorni dopo i fatti. Nell'auletta si è trovata faccia a faccia con il giudice, assistita dall'avvocato Luca Scaglione. Intanto fuori, in strada, davanti al Palazzo di Giustizia una ventina di amici e genitori manifestavano solidarietà nei suoi confronti.

All'incidente probatorio, hanno preso parte i difensori dei cinque ragazzi indagati. La liceale ha riferito anche dettagli precisi sulle diverse posizioni dei cinque, arrivando a distinguere i tre che secondo lei sono stati gli autori materiali dello stupro multiplo e i due loro amici che li hanno sostenuti fuori dallo spogliatoio della piscina nel quale avveniva il presunto delitto. La sedicenne ha detto di essere stata indotta a bere alcolici così pesantemente da non essere più lucida e di aver quindi subito lo stupro multiplo in stato non cosciente.

All’udienza preliminare poi sarà vagliata anche la perizia dei Ris sulle analisi dei reperti biologici. Gli indagati attraverso i loro difensori hanno sempre negato di aver forzato la ragazza, sostenemdo che non è stata fatta sufficiente chiarezza e che in alcuni punti del racconto la ragazza ha esibito ricordi confusi.

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