Agenti ora più sicuri con una spy-pen che li filma in azione
Il Sap ha dotato i suoi iscritti della telecamera da taschino «Non serve come prova giuridica, ma fornisce chiarimenti»
In questo caso, tutela più la penna che la spada. Perché, oltre a scrivere, questo nuovo strumento da 007 con la divisa e targato Sap, filma: un poliziotto se ritiene di andare incontro a qualche bufera, quando entra in servizio, clicca sulla sommità della “spy -pen” e questa, mentre se ne sta comodamente nel taschino inizia a riprendere con un obiettivo grandangolo, con una autonomia di otto ore, giusto quelle di un turno. Si vede e si sente tutto, e pure bene.
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A cosa serve? Non certo per autocelebrarsi, ma per documentare, per non finire al centro di contestazioni. Serve a garanzia di un servizio, ed è un deterrente in chi voglia eventualmente attaccare, alzare le mani, offendere: se sa che può essere ripreso demorde. Del resto così accade nelle celle di sicurezza: chi viene informato che ci sono telecamere, non si impegna in atti di autolesionismo perché non ha la possibilità di accusare poi le forze dell’ordine. Ora a tutti gli iscritti al Sap viene consegnata una spy-pen. Si parte con un centinaio di pezzi, il cui costo, confida il sindacato, verrà coperto dalla “lungimiranza benefica” di qualche imprenditore (ogni penna costa 50 euro) . «La spy-pen - dicono il segretario Sap Rocco Caccavella e quello uscente Fabio Giammarco - permetterà di rendere più trasparente l'attività di controllo del territorio e anche l'attività di ordine pubblico. Con la videoripresa si potrà fare maggiore chiarezza tutte le volte che l'operato delle forze di polizia viene contestato dai cittadini, ma, lo ripetiamo, si tratta di uno strumento di garanzia non solo del poliziotto ma anche del cittadino stesso, poiché, con l'adozione della spy-pen durante i servizi di polizia, sarà assicurata anche una maggiore professionalità dalle forze dell'ordine».
Più che una prova giuridica, fornirà una evidenza. «La video-ripresa - dice il Sap - è uno strumento che può essere immediatamente messo a disposizione della magistratura in modo da far risaltare i fatti con chiarezza. Le videoregistrazioni non sono elementi di prova in una indagine, ma, alla stessa stregua delle libere registrazioni dei cittadini, potranno essere utilizzate per aiutare un giudice nel suo libero convincimento».
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