Il Comune salva Sgp, passa il concordato
Approvato il piano (rivisto) di Caselli: il municipio verserà alla società 26 milioni e punta ad aggirare i vincoli di legge
Dopo mesi di discussioni arriva ad approvazione il piano concordatario di Sgp, inizialmente redatto e presentato dall'amministratore unico, Corrado Cavallini, nelle ultime settimane della giunta Caselli, parzialmente corretto e rimaneggiato dal nuovo sindaco, Claudio Pistoni. «Riconosco il lavoro positivo che è stato svolto in questi giorni - ha spiegato Caselli in aula - ma il piano era già legittimo e di fatto rimane lo stesso al quale anche noi abbiamo tanto lavorato». In accordo con quanto dichiarato, infatti, l'ex sindaco ha votato a favore, seguito anche dagli altri due consiglieri della civica “Sassolesi”, oltre che da tutta la maggioranza. «Votiamo sì perché oggi questa è l'unica strada - ha precisato Renzo Catucci del Pd - ma non era così alcuni mesi fa, quando con una gestione più attenta e una maggior credibilità si sarebbe potuto fare diversamente. Abbiamo lavorato molto in pochi giorni per mettere a posto il piano e la giunta si sta battendo per portare il bilancio del Comune in aula entro fine mese». Ad astenersi dal voto solo Forza Italia, che non ha voluto disconoscere il piano, definito dal capogruppo Claudia Severi «l'unica e la migliore soluzione percorribile», ma nemmeno accordare un «voto di fiducia alla giunta Pistoni». «Ormai - ha spiegato l'ex assessore all'urbanistica - questo è un voto di fiducia alla giunta, dove però ci sono alcuni assessori che oggi difendono lo stesso piano che hanno combattuto e tentato di affossare fino all'ultimo». Contrari i 5 Stelle, che hanno definito i dati in loro possesso troppo scarni per poter valutare puntualmente. «Si sarebbero dovuti precisare - ha spiegato Silvano Rutigliano - i valori dei singoli cespiti, le rivalutazioni, e altri dati economici indispensabili per un analisi adeguata e corretta della situazione». A sorpresa voto contrario anche di Giorgio Barbieri, della civica “Sassuolo 2020”. L’ex assessore aveva più volte definito il concordato come la strada più percorribile, ma in aula ha motivato il suo “no” con il conseguente aumento delle tasse, da lui giudicato inaccettabile. Il piano concordatario prevede, infatti, un versamento ad Sgp, da parte del Comune, di 26 milioni di euro, a titolo di corrispettivo per migliorie ai beni pubblici. Il denaro però, per legge, non può essere dato ad una società in passivo da più di tre anni. Tra le strade per superare il divieto, oltre ad una deroga del governo, che la giunta ha chiesto, quella più percorribile sarebbe l'attivo di bilancio nel 2014, con un aumento delle imposte. Nella seduta consiliare, infatti, si è deciso l'aumento di 500mila euro del gettito Imu/Tasi, con una riorganizzazione delle aliquote che prevede anche una semplificazione nel calcolo. Più problematica la questione addizionale Irpef, su cui le forze politiche, ieri, specie tramite Facebook, si sono date strenua battaglia. «Le variazioni all'addizionale Irpef - ha specificato il sindaco Claudio Pistoni - saranno contenute nel bilancio». Nella delibera consegnata ai consiglieri, relativa a Imu e Tasi, vi è però al punto 4 la previsione dell'aumento dal 4,5 per mille all'8 per mille. Su questo Luca Caselli ha attaccato via Facebook: “Addizionale Irpef dal 4.5 all'8 per mille. Bingo!”. Sulla pagina Facebook del Comune si era in un primo tempo attribuito all’ex giunta Caselli l'aumento dell'addizionale, salvo poi ritrattare specificando che invece l’aumento (quasi il raddoppio) è in ipotesi ma non ancora deliberato. Caselli insiste nel sostenere che «è già un realtà stando al punto 4 della delibera».
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