«Nè minacce nè rivendicazioni»
Dino Piacentini a lungo al telefono con Muzzarelli: «In tanti anni In Libia mai subìto delle violenze»
«Non appena ho saputo di quanto stava succedendo ho messo tutto nelle mani della Farnesina, mi sono affidato completamente a loro. Sono tanti anni che lavoriamo in Libia e mai mi era capitato qualcosa di simile. Mai una minaccia, un atto violento, una rivendicazione nè un fatto così grave come questo. Sono preoccupatissimo, in asia per i miei dipendenti. Ripeto, anche in questi mesi in cui avevamo iniziato i lavori nell’area portuale, non c’era mai stato un segnale, un avvertimento, un qualcosa che b fosse andato storto, un avvertimento che potesse che potesse lasciare presagire a un fatto grave. Nè, tantomeno ora, una rivendicazione». Così Dino Piacentini, l’imprenditore a capo della Piacentini costruzioni, ieri al telefono con il sindaco Muzzarelli.
«Mi ha detto - conferma Muzzarelli - di essere preoccupato, di non spiegarsi cosa possa essere accaduto. Non sa, ad esempio, se i tre siano stati bloccati in strada, nel tratto da casa al cantiere. Si sa per ora soltanto che non si sono presentasti al lavoro ieri mattina. Ho sentito amarezza e tanta apprensione per i suoi dipendenti. Mi sembra che sia circa da un anno che è partita questa realizzazione in Libia commissionata dall’autorità marittima e portuaria della zona. Là al cantiere ci sono, mi sembra proprio, altri dipendenti, sicuramente italiani e pure modenesi così come altre ditte del Modenese».
«Ovviamente come amministrazione comunale di Modena - ha affermato il primo cittadino Gian Carlo Muzzarelli - siamo vicini ai Piacentini e non solo, vicini a tutte le persone coinvolte in qualche modo in questa vicenda e ci prodigheremo per sostenere, per aiutare, per dare supporto in tutti i modi e le forme possibili».
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