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SAN CESARIO

Padre Pini nel pericolo dei Boko Haram

di Marco Pederzoli
Padre Pini nel pericolo dei Boko Haram

L’annuncio al pranzo con 200 persone a Spilamberto: «Lascio la Sierra Leone per la Nigeria martoriata dalla violenza»

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SPILAMBERTO. Annuncio choc ieri pomeriggio di Padre Giuliano Pini, il religioso giuseppino originario di Altolà di San Cesario, che da 26 anni è attivo con la sua missione in Sierra Leone. In agosto, a 66 anni, Padre Pini lascerà la “sua” Sierra Leone per iniziare una nuova avventura, tutta piena di incognite e di pericoli, nella Nigeria martoriata in questo periodo dalle atroci violenze del movimento ultra islamista del Boko Haram. A confermarlo è stato lo stesso Padre Giuliano, durante l’annuale pranzo di beneficenza organizzato ieri a Spilamberto dall’associazione “Amici di Padre Pini” diretta da Oreste Germano Miani, che da 20 anni sostiene con le iniziative e l’attività del missionario sancesarese. A chiedere al religioso modenese di lasciare la sua missione in Sierra Leone per inaugurare una presenza giuseppina in Nigeria è stato il Provinciale della vice provincia d’Africa dell’ordine dei Giuseppini.

Padre Giuliano Pini, naturalmente, non ha nascosto il proprio iniziale sconcerto al momento di avere ricevuto una simile richiesta, ma poi per l’ennesima volta si è fatto forza e, tra pochi giorni, sarà a Ibadan, seconda città più popolosa della Nigeria (3,6 milioni di abitanti), nella parte cristiana del Paese, dove le violenze del movimento terroristico Boko Haram non sono ancora all’ordine del giorno, ma non mancano ovviamente già minacce in questo senso.

Ad affiancarlo saranno altre tre persone: un confratello giuseppino proveniente dallo stato africano del Benin e due educatori teologi. I quattro si troveranno a dirigere, in un piccolo immobile in affitto, una parrocchia della grande città, inaugurando di fatto non solo una nuova missione, ma la stessa presenza dell’ordine dei giuseppini all’interno del territorio della Nigeria.

A chi gli chiede se ha paura, Padre Pini risponde con un sorriso: «Un proverbio africano dice: “Colui che è bagnato non ha paura dell’acqua”. E un altro proverbio recita: “non seguire sempre il sentiero, vai anche dove non c’è il sentiero”. Vado dove non c’è il sentiero. In questo momento la Nigeria assomiglia un po’ alla Sierra Leone quando c’era la guerra civile. E, in ogni caso, quando un nemico ti scava la fossa, il Signore ti trova sempre un’uscita d’emergenza. Non abbandonerò comunque nemmeno la Sierra Leone. Ogni sei mesi, vi tornerò perché là abbiamo ancora diversi progetti da completare, a cominciare da un capannone per fare il pane».

A dire la verità, Padre Giuliano Pini, su invito del Provinciale giuseppino della vice provincia d’Africa, si è già recato in Nigeria lo scorso marzo. «Di questo paese ho visitato la parte sud, che è cristiana - ha detto - e mi ha molto colpito la religiosità della popolazione e la cura con cui i giovani vanno a scuola. Tra l’altro, a dicembre saranno ordinati i primi due nigeriani che entreranno nella nostra congregazione. Abbiamo diverse adesioni da questo Paese e dobbiamo quindi attivare una nostra presenza».

Ovviamente, l’annuncio di Padre Pini è stato accolto con grande commozione da parte dei 200 presenti al pranzo di solidarietà. Padre Pini ha assicurato che gli aiuti ricevuti saranno suddivisi tra Sierra Leone e Nigeria, a seconda delle necessità, e ha già dato appuntamento al pranzo del prossimo anno, ringraziando tutti.

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