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Ausl e università in lutto per Paola Loria

Ausl e università in lutto per Paola Loria

La primaria di Medicina metabolica a Baggiovara e docente dell’ateneo è scomparsa ieri pomeriggio

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Da mesi stava lottando con coraggio e grande dignità, ma ieri pomeriggio ha dovuto arrendersi. È morta nel “suo” ospedale di Baggiovara, Paola Loria - 63 anni ancora da compiere - una dei medici più apprezzati di tutta l’Azienda sanitaria modenese. Aveva dedicato la sua vita alla cura dei pazienti e alla ricerca, riservando un occhio di riguardo alle future generazioni, in veste di professore universitario, ottenendo incarichi di coordinatore del Corso Integrato di Medicina Interna e direttore della scuola di dottorato in Medicina Clinica e Sperimentale e della Scuola di Specializzazione in Medicina Interna alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’università di Modena e Reggio.

Ma anche a Baggiovara aveva un ruolo chiave, essendo la responsabile dell’Unità Operativa del dipartimento integrato di Medicina Interna, Endocrinologia, Metabolismo e Geriatria a cui, ogni giorno, fanno riferimento decine di pazienti modenesi e del comprensorio. In sostanza guidava lo staff che si occupa di malattie metaboliche ad alta prevalenza - diabete, dislipidemie, obesità -, malattie epatiche e biliari e che costituisce il riferimento regionale anche per alcune malattie metaboliche congenite.

I funerali della professoressa, che saranno curati dall’impresa Farri, si terranno domani, alle 10,30, con partenza dall’ospedale di Baggiovara. Le esequie saranno invece celebrate alle 11 nella chiesa di Sant’Agnese e verranno officiate da don Luigi Biagini. Saranno in tanti coloro che si stringeranno intorno alla famiglia: Paola Loria, infatti, lascia la figlia Federica e il marito Bruno Mordini, medico del reparto di Neonatologia al Policlinico di Modena e stimato professionista.

Laureata in Medicina e Chirurgia con Lode all’università di Modena nel 1977, la dottoressa Loria si è poi specializzazione in Gastroenterologia ed Endocrinologia. Nel frattempo era stata assegnataria di una borsa di studio sempre a Modena e rimase poi due anni al Guy’s Hospital di Londra per un training formativo. Al suo rientro in Italia intraprese la carriera medica in veste di assistente al Policlinico per poi diventare professore associato di Metodologia Clinica all’ateneo modenese dal 1992. Dal 2001 era professore ordinario di Medicina Interna.

Nella sua lunga carriera di docente e medico, il primario dell’Ausl ha prodotto oltre 170 pubblicazione a carattere scientifico-formativo, concentrando la sua ricerca, come riporta il curriculum vitae presente in rete, in particolare sugli spetti clinici e meccanismi molecolari nella epatopatia steatosica, epatopatie metaboliche e virus-correlate, sindrome metabolica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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