«Il piano su Sgp? Autogol Così Sassuolo si squalifica»
L’ex assessore Barbieri spiega il suo voto contrario in consiglio comunale «Immobili ed imprese meno appetibili, i giovani faranno le loro scelte altrove»
«Sassuolo con questa delibera diventa la città meno appetibile per chi vuole intraprendere un’attività o insediare una nuova famiglia, possedere una casa, un immobile o anche solo viverci da lavoratore dipendente. Tutto questo, unito ad una non corrispondente qualità e quantità dei servizi, porterà molte persone, soprattutto giovani, ad allontanarsi e fare scelte di vita altrove. Una situazione che per noi è assolutamente inaccettabile».
Giorgio Barbieri, esponente di “Sassuolo 2020”, spiega il suo voto contrario dell’altra sera in consiglio comunale, quando ha detto “no” al piano concordatario su Sgp.
Un voto che pochi si aspettavano e, per dirla tutta, ancora una volta sono stati serviti coloro che pensavano che Pistoni e Barbieri fossero d’accordo su tutto fin da gennaio.
«Coloro che hanno votato a favore del piano – continua Barbieri – e tra questi 13 nuovi consiglieri comunali, che poco o nulla sanno dei contenuti del documento, lo hanno fatto solo per un atto di fiducia nel nuovo sindaco ma, praticamente “al buio”. Quali sono i punti poco chiari e poco percorribili e quali le conseguenze per la città? Il piano è giustamente impostato su una parziale e non sostanziale riduzione dei costi e su un aumento dei ricavi. Tra le proposte spicca la creazione di un ufficio riscossione tributi che incasserà 120.000 euro all’anno dal Comune, ma impiegherà 3 persone con relativo ufficio, telefono, spese generali e costi di notifica delle ingiunzioni: a me sembra un servizio a perdere. Stessa cosa per il cosiddetto “Polo catastale”, che per 160.000 euro annui impiegherà non meno di 4 persone con annessi e connessi, e di poco migliore per l’ufficio riscossione Tares che porterà 120.000 euro con 2 persone. Questi servizi, nella migliore delle ipotesi, lasceranno nelle casse di Sgp qualche migliaio di euro. L’unico vero sostanziale apporto avverrà dal “socio unico” (il Comune) che sarà chiamato a contribuire per 26 milioni di euro in 5 anni, oltre i 3.200.000 euro più Iva annui per i Global».
Non convince nemmeno il punto riguardante le dismissioni patrimoniali.
«Il progetto delle dismissioni - aggiunge l’ex assessore - deve far parte integrale del piano vendendo il patrimonio alienabile con l’obbiettivo di ridurre lo stock del debito. Qui invece le alienazioni sono indicate come non necessarie e utili da mettere al riparo da rischi futuri la società. Temiamo che Sgp possa utilizzare i proventi delle alienazioni per finanziare spese correnti con il risultato che i sassolesi si troverebbero senza patrimonio pubblico, senza soldi e senza servizi».
La vostra civica ha anche premuto per la trasparenza di atti e risultati.
«Vorremmo che il debito di Sgp ed i passi successivi vengano comunicati alla città sui giornali e i social network oppure, come avevamo previsto nel nostro programma, utilizzando il maxi schermo dell’Urp. Crediamo che i cittadini abbiano il diritto di sapere come stanno le cose e quello che noi avevamo chiamato “debitometro”, non deve essere il contatore della vergogna ma quello della responsabilità».
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