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«Naviglio intasato da alghe si rischiano allagamenti»

di Gabriele Farina
«Naviglio intasato da alghe si rischiano allagamenti»

Nella zona Bertola e in via Attiraglio i residenti protestano per la manutenzione «Quando la faceva il Comune andava tutto bene, ora la competenza è di Aipo...»

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«Non vogliamo un’altra alluvione». Il timore cresce con il livello dell’acqua a pochi chilometri da San Matteo, la zona in cui il 19 gennaio scorso il Secchia ha rotto gli argini allagando diversi centri abitati e causando danni per milioni.

Nello stradello Bertola e nella strada Attiraglio, tuttavia, è un altro corso d’acqua a non far dormire sogni sereni agli abitanti. «Il canale Naviglio è pieno di alghe - ha spiegato un abitante della frazione - è un problema per gli insetti che vengono, ma soprattutto è un fatto di sicurezza: da quando i tecnici non intervengono più si è alzato il livello di oltre un metro. Se non avessero costruito un muro nella sponda sinistra l’acqua si sarebbe già riversata verso le nostre case. Con le piene, può arrivare anche verso Modena. O ci saranno presto interventi oppure rischiamo di finire sotto».

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Il residente ha sottolineato come serva poco per realizzare i lavori. «Prima se ne occupava il Comune: passavano almeno due volte all’anno con una barca con cui si effettuava la raccolta delle alghe, che poi si decomponevano lungo le rive. Erano operazioni che non avevano nemmeno un costo troppo elevato. Ci sono i ventilabri, ma potrebbero non bastare».

Gli abitanti, anche se volessero, non potrebbero intervenire in prima persona. «Il tratto è di competenza Aipo - ha aggiunto Paolo Pezzetti, residente in zona - per cui sarebbe come un’intrusione in una proprietà privata. Quando ci pensava il Comune, attraverso Meta, il Naviglio era pulito e il problema non esisteva. Nell’ultimo periodo non è stato fatto quanto necessario. Oltre a una questione di sicurezza, ce ne sono altre, a partire dai chironomidi. Le alghe non vengono più rimosse, quindi questi insetti hanno trovato via libera per proliferare».

I residenti hanno aperto le porte delle loro case per mostrare la situazione. «Non ho toccato quella finestra da una settimana per mostrarvi le condizioni - ha detto un altro abitante - guardate voi se è possibile continuare così». Gli insetti hanno imbrattato i suoi muri e il pavimento. La loro vita è breve (pochi giorni) per cui ci sono molti insetti morti naturalmente o perché catturati nelle (tante) tele di ragno. Gli aracnidi, infatti, sono aumentati molto di numero perché attratti dalle loro prede.

«Ormai è un’invasione - ha ripreso Paolo - servono prodotti specifici anche per contrastare gli insetti. La sera e la notte ci sono fastidiose colonne di chironomidi che sporcano tutte le nostre case. Quando c’era più manutenzione del Naviglio ciò non accadeva. Ormai le case sono deprezzate: abito qui da circa quarant’anni, ma se volessi andar via non so chi comprerebbe la mia abitazione».

«Sono qua da cinquant’anni - ha concluso Antonio Taddei - una volta si vedevano le pietre nel fondo perché l’acqua era più bassa. Ci sono altri problemi come le auto che sfrecciano sullo sterrato, ma quello più grande è la manutenzione del canale Naviglio, che ultimamente non viene fatta. E le conseguenze si vedono».

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