Ore d’ansia per la sorte dei tre tecnici
Il paese di Vallisa unito in preghiera: «Signore, proteggilo». A Modena Piacentini in contatto costante con la Libia
«Diciamo al Signore: 'Abbiamo bisogno di ristoro, abbiamo bisogno che tu lo protegga'». Così don Umberto Ciullo, durante l’omelia della Messa domenicale nella chiesa di Santa Teresa Benedetta della Croce a Cadeo di Piacenza, ha elevato al Cielo la preghiera affinchè Marco Vallisa, il tecnico della Piacentini costruzioni di Modena, rapito in Libia insieme ad altri due colleghi di nazionalità europea, possa fare presto ritorno a casa dalla sua famiglia. La pista più battuta è quella del rapimento a scopo di estorsione.
«Non possiamo negare che oggi ci opprima il pensiero del nostro concittadino Marco, che è in Libi. - ha detto - Il pensiero alla sua situazione è un'oppressione». Oppressione affrontata con fiducia dal fratello di Marco, Corrado Vallisa. «L'ultima volta che abbiamo sentito Marco è stato venerdì: aveva la stessa voce di sempre, - ha detto a Piacenza24.eu - non era preoccupato e non aveva timori, anche perché la zona in cui lavora è sempre stata tranquilla, lontana dalle tensioni, e non ha mai avuto problemi di sicurezza».
«Poi - ha aggiunto - sabato siamo stati contattati dalla Farnesina, che ci ha comunicato che Marco era irreperibile: a quel punto abbiamo cominciato a chiamarlo sul cellulare, ma all'inizio non rispondeva, poi il cellulare si è spento. Ora non sappiamo più nulla di lui. Aspettiamo che chi ha rapito Marco e i suoi colleghi chieda il riscatto, non so se vorranno armi o soldi, non lo so. Io sono convinto che l'abbiano sequestrato, ma allo stesso tempo ho fiducia, sì, sono fiducioso».
Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia Vallisa, esperto in costruzioni e perforazioni, e in particolare la moglie Silvia Bolzoni, farmacista del paese e consigliere comunale nel gruppo di maggioranza, e i tre figli, che frequentano le scuole elementari. I familiari sono tornati ieri a casa, la notizia del rapimento li ha raggiunti mentre si trovavano in vacanza. A fare da tramite e filtro è il sindaco, Marco Bricconi: «Sono in costante contatto con la moglie di Vallisa - dice - Naturalmente c'è apprensione, non solo tra i congiunti ma in tutta Cadeo».
Marco Vallisa, ricorda il sindaco, è in Libia «da uno o due mesi, ma aveva già avuto esperienze di lavoro all’estero». Fino a qualche tempo fa era stato titolare di una ditta, la Edilpali, che tra l'altro nel 2009 aveva realizzato le fondamenta del ponte provvisorio sul Po, dopo il crollo di quello sulla via Emilia, poi era andato a lavorare per la Piacentini. «Marco - aggiunge Bricconi - è una persona molto capace, esperto in meccanica e opere di perforazione, ed è anche molto generoso nei rapporti umani». Vallisa ha anche una forte passione per la politica: nel '95 si era candidato sindaco con la lista 'Cadeo riparte’ ed era poi entrato in consiglio nei banchi della minoranza, nel 2006 aveva appoggiato un altro candidato alla poltrona di primo cittadino.
Anche nella chiesa del paese, che conta circa 6.200 abitanti, non si parla che di Vallisa. «Per la famiglia di Marco la parrocchia è come una seconda casa - dice don Umberto Ciullo - Potete immaginare come ci sentiamo» Circa 150 persone erano riunite ieri sera in parrocchia per la consueta “pizzata” mensile: ed è stata avanzata l’ipotesi di un momento di preghiera per Vallisa.
La situazione è seguita costantemente da Dino Piacentini l’imprenditore modenese titolare dell’omonima impresa che guida il cartello di ditte impegnate nella alla ricostruzione e all'ammodernamento del porto di Zuwara per un importo che si aggira intorno ai 37 milioni di euro. L’imprenditore si è chiuso dietro il massimo riserbo per tutelare i suoi dipendenti. E l'associazione Apmi Confimi Impresa Modena ieri con una nota ha espresso «la propria vicinanza all'azienda associata Piacentini Costruzioni e alle famiglie dei suoi dipendenti e rivolgono un pensiero particolarmente accorato ai familiari dei tre collaboratori scomparsi», dice il neopresidente Apmi, Giovanni Gorzanelli, che da fine giugno è succeduto a Dino Piacentini alla guida dell'associazione. «Ci auguriamo tutti - prosegue - che questo increscioso episodio si concluda al più presto e nel modo più soddisfacente, in modo che venga restituita la serenità alle famiglie di Marco Vallisa, Petar Matic ed Emilio Gafuri». (r.c.)
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