I banditi tengono Vallisa e liberano gli altri due
A casa Gafuri e Matic. Resta il mistero sulla sorte del tecnico italiano Il ministero degli Esteri mobilitato, prevale la pista del sequestro estorsivo
«È un fatto eclatante, che dovrebbe portare a una modifica della situazione di Marco. L’ansia comunque non mi lascia tranquillo». Parole cariche di speranza e paura al tempo stesso quelle pronunciate ieri Marco Bricconi, sindaco di Cadeo, nel momento in cui ha appreso la notizia che Petar Matic ed Emilio Gafuri i due tecnici della Piacentini rapiti sabato insieme al suo concittadino erano stati liberati. Di Marco Vallisa però nessuna notizia e questo ha inevitabilmente alimentato le paure e le tensioni su quella che potrebbe essere la sua sorte. Il ministero degli Esteri è mobilitato per cercare di ritrovare e far tornare a casa sano e salvo Marco e proprio per questo si sono trincerati dietro il “massimo riserbo” un silenzio esteso a tutte le parti coinvolte le famiglie e la Piacentini costruzioni di Modena. i telefoni suonano a vuoto e la moglie di Vallisa ha fatto sapere tramite il sindaco che l’unica cosa che può e vuole dire in questo momento è “No comment”.
Ieri per l'ingegnere bosniaco Petar Matic ed il collega macedone Emilio Gafuri l’incubo è finito. Sono stati rilasciati. L'ambasciatore bosniaco a Tripoli ha parlato al telefono con il connazionale, il quale ha detto di essere in buone condizioni fisiche e psichiche. Il diplomatico ha poi riferito di aver avuto la notizia ieri sera, ma la conferma ufficiale gli è arrivata stamane dall'incaricato d'affari dell'ambasciata italiana, che ha accolto Matic.
Da Kiev, il ministro degli Esteri Federica Mogherini ha spiegato si stanno “raccogliendo tutte le informazioni sulla liberazione dei due tecnici”, per “valutare l'impatto di questa novità”. Il lavoro, in ogni caso, procede all'insegna del “massimo riserbo”, con l'unità di crisi e i servizi dello Stato, ha ribadito la titolare della Farnesina.
Sin dai primi momenti seguiti alla scomparsa dei tre dipendenti della ditta modenese di costruzioni si è subito pensato ad un rapimento, anche perché la loro auto è stata trovata con le chiavi inserite nel quadro. L'obiettivo dei rapitori potrebbe essere quello di chiedere un riscatto. La pista del sequestro politico, infatti, appare meno realistica perché i fatti si sono verificati in una zona lontana dalla Cirenaica, dove si concentrano dei ribelli “jihadisti” in conflitto con Tripoli. A Cadeo, comune di origine di Vallisa, nel Piacentino, la “preoccupazione è altissima” ma il sindaco Bricconi, al di là dei comprensibili timori si dice «fiducioso che entro breve si possa risolvere la questione», anche perché «la Farnesina è molto attiva e gestisce le crisi in maniera esemplare».
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