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PORTA APERTA

A San Cataldo ora bussano tanti italiani

A San Cataldo ora bussano tanti italiani

In preoccupante aumento anche il numero di chi si rivolge all’ambulatorio per problemi di salute

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Se accetteranno l’invito di Porta Aperta, i consiglieri comunali di Modena e della provincia non avranno certo il tempo di annoiarsi nelle ore in cui presteranno servizio nella mensa.

I numeri relativi all’utenza che quotidianamente si rivolge alla struttura sono importanti. Si parla di circa 22mila pasti all’anno serviti, con circa un migliaio di persone che entrano con una certa assiduità nella struttura.

Una struttura, va ricordato, che al servizio mensa affianca altri servizi di supporto e aiuto a chi non ha nulla o molto poco per riuscire a vivere dignitosamente, come la possibilità di un posto letto per brevi periodi, il servizio doccia e l’ambulatorio medico.

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Rispetto al 2011-2012 quando in concomitanza con arrivi consistenti di stranieri dal Nordafrica i volti nuovi a Porta Aperta erano quasi quotidiani, ora i flussi di immigrati si sono ridotti, ed è cambiata la tipologia aprendo il quadro a un fenomeno fino a una decina di anni fa impensabile.

L’utenza, in concomitanza con l’avanzata della crisi, è andata a modificarsi nella sua “geografia” se nel 2008 il numero di italiani che si rivolgevano a San Cataldo oscillava attorno a una percentuale del 15-20% al massimo, ora quel numero è notevolmente cresciuto al punto che si parla del 50%. Uno su due è italiano, molti sono modenesi. Persone che, magari, fino a qualche mese fa pur tra mille difficoltà riusciva a sbarcare il lunario e che in seguito magari complice la casa integrazione, la perdita del posto di lavoro. Quanto agli stranieri va detto che il loro numero è rimasto sostanzialmente stabile nel corso degli ultimi 6 anni. E questo non può essere letto come un dato positivo perché significa che in questi 6 anni le condizioni di vita di queste persone non sono certo migliorate. Se tuttora necessitano di aiuto significa che non hanno avuto la possibilità di costruirsi una vita diversa.

Altro elemento importante da considerare riguarda il crescente numero di persone che ricorrono a Porta Aperta non soltanto per i pasti ma anche per problemi di salute. Le visite costano, non tutti hanno il denaro necessario per sostenere visite specialisti che o cure mediche e allora c’è l’ambulatorio medico di Porta Apertadove si viaggia intorno alle 1500-1600 visite l’anno, in pratica raddoppiate rispetto all’’anno scorso. E anche questo è uno dei dati che deve far riflettere. Tutte situazioni con le quali i consiglieri comunali che accetteranno di prestare la loro opera a Porta Apertavranno modo di confrontarsi o magari di scoprire, in un viaggio che si può definire non ai confini della realtà, ma nel pieno della vita di tutti i giorni per centinaia di persone.

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